Oggi vi porto virtualmente in un luogo magico, che nella bella stagione si presta come location ideale per consumare un aperitivo “al sacco”, open air, immersi tra natura, storia e avvolti da un tramonto che lascia senza parole. Quindi indossate un paio di scarpe comode, mettete nello zaino qualche prodotto tipico locale e si parte!
Archivi della categoria: a piedi
Restare umili in un posto figo: escursione a San Fruttuoso
L’outfit è importante.
Percorrendo l’itinerario che porta da San Rocco di Camogli a San Fruttuoso, ho visto camminatori di ogni genere: adolescenti vestiti da rapper, ragazzine con tutina bianca e trucco perfetto, signore con borsetta griffata, famiglie con bambini e cagnolini da salotto, ometti in mocassini e camicia di lino, ragazzi in (solo) mutande e addirittura uno con un pappagallino sulla spalla…
Un balcone sulle Valli di Lanzo: a piedi verso i laghi di Sagnasse
Il Sentiero Balcone Rivotti_Gias Nuovo Fontane si presenta adatto a un tipo di escursionismo livello schiappa come piace a me. La strada sale, ma con umiltà, alternando tratti ripidi e tratti in cui spiana, che danno la possibilità di riprendere fiato…
Rocca Sella, il rock garden della Val di Susa
Diffidare degli sportivi, soprattutto di quelli che praticano sport di montagna “masochisti” come lo sci alpinismo e la corsa in quota.
Il Piemonte non è un cracker: mappe mentali per umili hikers
Una volta ho provato a disegnare (a memoria) la figura del Piemonte. Il disegno prodotto assomigliava più a una cracker morsicato…
Un panino in vetta. La montagna in inverno senza rifugi
Visto che quest’anno i rifugi sono stati chiusi per molto tempo, il mio ventaglio di esperienze montane si è arricchito di mete più “selvatiche” e di panini gelidi sbranati in vetta. Di certo, potendo scegliere, opterei per una meta con rifugio caldo e polenta concia, ma in fin dei conti la mentalità “montagna schiappa” può essere rispettata anche con un pranzo al sacco “intelligente”…
Un piatto caldo: la montagna in inverno con i rifugi
Ecco alcuni itinerari abbastanza semplici che, grazie alla presenza di un caldo e accogliente rifugio in vetta, sapranno scaldare il cuore dei “polenta-lovers”. Ce ne sono alcuni ai quali sono affezionata, dove torno spesso, perché sono facilmente raggiungibili in tutte le stagioni.
Di ciaspole, ramponcini e affini. Le filosofie della montagna in inverno.
Sicuramente immaginando una ciaspolata, circondati dal romantico paesaggio della montagna innevata, la maggior parte di voi avrà un sussulto entusiastico al cuore.
Anche per me era così. Prima di aver provato le ciaspole.
Montagna Schiappa, ipse dixit
Ipse dixit. In salita non credere mai.
Sapete, la classica domanda per cercare conforto quando la meta non si palesa nel tempo sperato. “Quanto manca?”. Non importa che tu sia all’inizio del cammino o che realmente manchi più di un’ora. A questa domanda ogni camminatore che incontri risponderà: “Mezz’ora”. E, ovviamente, con il cavolo che manca mezz’ora.
Creare nuove memorie. Montagna Schiappa, il prequel
Nonostante le difficoltà del soggiornare senza comfort, usando candele per illuminare la notte, le salviette intime per dare una parvenza di igiene, la cenere della stufa per lavare le stoviglie e gli oggetti di fortuna (tipo il frisbee) usati come recipienti per consumare i pasti, devo dire che quello fu il capodanno più bello della mia vita.