Un balcone sulle Valli di Lanzo: a piedi verso i laghi di Sagnasse

Le Valli di Lanzo mi hanno sempre mandato in confusione, quella confusione di cui ho già parlato in un articolo precedente.
Dovevo intuirlo che, essendo un nome al plurale, in sé nascondeva altri tre nomi da dover ricordare e distinguere. Le Valli di Lanzo si dividono infatti in tre “sottovalli”: la Val Grande, la Val d’Ala e infine la Val di Viù. Ci vuol tutto che io sappia dove sia Lanzo, rispetto a Torino. Comunque poi da lì si aprono queste tre diverse Valli che nascondono una pluralità di itinerari imperdibili.

Vi avevo già accennato a due gite invernali gettonate che si possono fare in Val di Viù e in Val d’Ala, nello specifico sto parlando della faticosa ciaspolata a Punta Sourela e a quella più easy al Pian della Mussa con destinazione gustosa al rifugio Città di Ciriè. Queste due escursioni si possono compiere in tutte le stagioni, ma sono particolarmente suggestive negli inverni nevosi.

Adesso vi porto nella terza Valle di Lanzo, la Val Grande, diretti verso i laghi di Sagnasse.

IN POCHE PAROLE
PUNTO DI PARTENZA: Rivotti, 1.450 m., frazione di Groscavallo (To)
DISLIVELLO: 600 circa
KM: 11 km circa a/r
TEMPO: 3 ore circa a/r
Difficoltà: T/E

Scarica la traccia su Wikiloc: https://www.wikiloc.com/hiking-trails/hiking-ai-laghi-di-sagnasse-valli-di-lanzo-100128544
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Il Sentiero Balcone Rivotti_Gias Nuovo Fontane ( da Rivotti sentiero n.321, “Crest”) si presenta adatto a un tipo di escursionismo livello schiappa come piace a me. La strada è per lo più sterrata, facilmente percorribile anche in caso di neve. Sale, ma con umiltà, alternando tratti ripidi e tratti in cui spiana, che danno la possibilità di riprendere fiato.

Il percorso è esposto al sole quindi adatto ai freddolosi che, come me, preferirebbero essere in spiaggia con le infradito. Se il tempo è clemente, trattandosi per l’appunto di sentiero-balcone, c’è una bellissima vista sul panorama. Si scorgono infatti le imponenti cime innevate che circondano la Val Grande. Lungo il percorso si incontrano diversi alpeggi, come le baite Alpe le Moie. In un tratto che non so indicare con precisione, se si tira sul naso, è possibile scorgere la “famosa” Pera Ciapel, ovvero due pietroni sovrapposti (in piemontese pera significa pietra) che non si sa bene perché siano finiti lì e come possano rimanerci in equilibrio.

La strada termina al Gias Nuovo Fontane, sulle pendici del Barrouard, ma noi abbiamo deviato per raggiungere i Laghi di Sagnasse. Più precisamente, dopo aver percorso il Vallone Segnasse (probabilmente il punto più panoramico del tragitto), si incontra l’Alpe Gias Crest e la deviazione.

Questo ultimo tratto, che si presenta proprio quando si pensa di aver schivato la fatica vera, risulta ripido, scalinato e impietoso..ma dura poco, circa 30 minuti. I laghi sono due, quello Inferiore a 2.053 m. e quello Superiore a 2,083 m.; ma non sono molto certa di dove ci siamo fermati perché ovviamente in inverno non si possono vedere, in quanto ricoperti di ghiaccio e neve. Ma vabbè, ci si può sempre stendere su uno degli imponenti roccioni ai bordi dei laghi per prendere il sole come lucertole o consumare il pranzo al sacco circondati da un panorama davvero invidiabile…promettendosi di ritornare!

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