Il Piemonte non è un cracker: mappe mentali per umili hikers

Prendere atto che la montagna nei dintorni di Torino si divide in un numero grandissimo di Valli dagli svariati nomi ha generato in me una forte confusione.
Io, piccola ligure antropologa alle prese con l’adattamento al territorio piemontese, mi sono sempre aggregata e adeguata a gruppi di camminatori più esperti senza sapere precisamente dove stessi andando. Per me andare in montagna significava muoversi senza chiari punti di riferimento, senza mappe alla mano e alla mente, senza punti cardinali. Era, per lo più, un seguire gli altri.
Per me era (ed è) importante andare, uscire dalla città dall’aria consumata, rigenerarsi e possibilmente non ammazzarmi di fatica…ma a sentimento (vedi filosofia “montagna-schiappa a questo link).
Con il tempo ho capito che a tutti quei nomi dati alle innumerevoli valli piemontesi corrispondevano altrettante zone ben specifiche del territorio, con le loro caratteristiche fisiche particolari.

Con la scoperta di app quali Strava o Komoot (se ti va segui i miei profili!), usate principalmente per ricordare il tragitto fatto e non per misurare la mia prestanza fisica, mi sono timidamente avvicinata alla topografia e, sopraffatta dalla grande varietà di scelta che regalano i dintorni montani di Torino, ho deciso di provare a dare un senso alla mia mappa mentale del territorio.

Una volta ho provato a disegnare (a memoria) la figura del Piemonte. Il disegno prodotto assomigliava più a una cracker morsicato invece che alla regione dove vivo già da diversi anni. Su un altro rudimentale disegno ho tentato di segnare tutte le valli che avevo sentito menzionare o dove sapevo di essere stata. Mi ci sono letteralmente persa. Ma poi ho capito che, dal basso della mia umiltà, di esplorazioni ne ho fatte diverse.

Ho voluto quindi fare ordine tra i miei ricordi. Ho rispolverato i miei appunti “di viaggio” e ho tentato di mettere nero su bianco le memorie delle mie “imprese” di basso profilo.

Nei prossimi articoli vi racconterò le mie umili esperienze di “hiking“. Mi limiterò a dare solo alcune vaghe indicazioni tecniche perché, vista l’innumerevole quantità di siti più specializzati, lo scopo degli articoli non sarà certo quello di darvi questo tipo di informazioni. Più che descrivere dettagliatamente i sentieri, vi parlerò con sincerità di come li ho sentiti (sia per quanto riguarda la fatica che per quanto riguarda la bellezza) con la speranza di potervi dare delle suggestioni.

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