Di ciaspole, ramponcini e affini. Le filosofie della montagna in inverno.

Sicuramente immaginando una ciaspolata, circondati dal romantico paesaggio della montagna innevata, la maggior parte di voi ha un sussulto entusiastico al cuore.
Anche per me era così. Prima di aver provato le ciaspole.
Fino ad allora avevo condotto i miei trekking-schiappa nella neve accontentandomi di scarponcini impermeabili e, all’evenienza, indossando ramponcini tattici per non perire sul ghiaccio.

Ma quest’anno di neve ne è caduta una quantità assurda ed è stata per me una stagione di grandi scoperte esperienziali. Dopo aver capito cosa sono, in montagna, le ghette (io ero rimasta alle ghette dei fuseaux anni 90 che mettevo da bambina), sono stata iniziata per l’appunto all’uso ciaspole. Il loro senso l’ho scoperto un giorno all’inizio di una camminata, quando, al secondo passo, mi sono ritrovata con la neve fino alla vita e mi sono sentita per un attimo il cavallo di Atreiu nelle sabbie mobili della Storia Infinita.

Diciamo che non è stato un amore a prima vista, quello per le ciaspole.
Con i ramponcini mi sento più una felina delle nevi, mentre la ciaspola aumenta il mio livello di goffaggine (che è già abbastanza elevato).
Inoltre, di solito mentre cerco di procedere in salita faticando sul manto nevoso, svariati cultori dello sci alpinismo mi sorpassano ginnici più che mai (giusto per aumentare il sentimento di inferiorità). Lo sci alpinismo secondo me appartiene alla categoria dello sport-masochismo.

Ma giustamente ci sono diverse filosofie e attitudini per vivere la montagna: c’è chi pensa solo alla meta imprescindibile e chi sale con umiltà senza la certezza di arrivare al traguardo (e quando ci arriva si sorprende da solo), c’è chi preferisce mangiare un panino in vetta (in qualsiasi situazione metereologica) e chi, prima di mettersi in marcia, valuta attentamente la presenza di rifugi dove fermarsi a mangiare.

Di seguito troverete alcuni itinerari che è possibile compiere (anche) in inverno senza necessariamente vedere scorrere davanti a sé la propria vita pensando di morire di fatica. In poche parole, ecco alcune mete adatte al “livello schiappa” (ma non troppo), che ho avuto occasione di esplorare nella mia BREVE esperienza di camminatrice delle nevi. N.B. Queste mete non hanno niente da invidiare alle mete livello PRO in quanto a bellezza.

Per leggere gli articoli, cliccate sull’immagine o sui titoli qui in basso!

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