Siracusa, l’isola nell’isola

Non sempre da una catastrofe naturale rimangono solo macerie, sembra raccontarci questa terra. Quasi prende la forma di una metafora: ci può essere una rinascita, dopo un periodo buio. E la Sicilia sud orientale rinacque sotto forma di una perla dall’alto valore artistico e culturale.

Machu Picchu, il grande classicone in solitaria

Andate presto, alle 5, ti dicono. Così ho fatto, ma all’inizio non capivo il motivo di questa sveglia all’alba. Infatti tutto era coperto da una fittissima nebbia, che non permetteva di vedere a un palmo dal naso. I visitatori erano appollaiati in un unico punto, in mistica e silenziosa attesa. Mi sono posizionata anche io in quel punto e poi, improvvisamente, ho capito tutto…

Road to Machu Picchu…la Valle Sacra degli Incas

Ho capito che ogni sito inca ha un comune denominatore: scale, scale e scale. Le scale inca che si arrampicano sui ripidi pendii andini hanno rappresentato la mia unica attività sportiva del mio anno peruviano e posso assicurarvi che, dopo aver visitato le varie rovine del Valle Sagrado, per un po’ di Incas e scale non se ne vuole più sentire parlare.

Il mondo di sotto di Potosì: viaggio in una miniera boliviana

Arrivati al punto prescelto, la guida si è allontanata in un punto più lontano e buio, dicendoci di non muoverci e di stare attenti. Stare attenti. Per “stare attenti” non avremmo dovuto partecipare a una vera esplosione di dinamite in miniera. Io mi sono messa a terra, accucciata, con le dita ficcate nelle orecchie che quasi mi toccavo i timpani, con gli occhi chiusi e pregando il Tio.
BOOOOOM. A un certo punto il boato…

Natale in acido

“Io non la voglio fare la recita di Natale!”. Ovviamente, le maestre si risentirono e mia madre mi ci mandò a calci nel sedere. Mi ci avrebbe mandata a calci nel sedere anche con la febbre a 40. Qualche anno dopo scoprii il perché. Le recite di Natale rientrano in un piano educativo più ampio: l’educazione all’umiliazione pubblica.

Salar de Uyuni: il cuore di sale della Bolivia

Io e la mia compagna di viaggio, per sopravvivere al freddo, abbiamo adottato la filosofia del “punkabbestia che si lava il minimo indispensabile”, tipo schizzandoci acqua gelida addosso o ricorrendo alle salviette umidificate (fondamentali), per dare una parvenza di donnina profumata. Ma la cosa bella è che alla fine tutti i viaggiatori sono più o meno della stessa filosofia e ci si vuole bene lo stesso.