Una delle qualità che più ho apprezzato dell’Abruzzo è la varietà che lo rende meta ideale in tutte le stagioni e a tutte le temperature. Nel giro di pochi chilometri si trovano tantissimi Parchi Nazionali, borghi incastonati sull’Appennino, città d’arte e inoltre c’è anche lui, l’oro salato, il mare.
Si parla dell’Adriatico ovviamente, con una lunga costa bassa e sabbiosa. Chi mi segue sa che per quanto riguarda il mare io sono abbastanza esigente e che soprattutto non amo le grandi mete balneari cariche di stabilimenti e grandi attrazioni. Vado sempre alla ricerca di coste rocciose, calette nascoste o riserve naturali e posso dire che anche da questo punto di vista l’Abruzzo mi ha fatta contenta.

Per chi ama infatti un tipo di turismo balneare un po’ più di nicchia, la cosiddetta Costa dei Trabocchi potrebbe essere la destinazione ideale.
Con questo nome si indica quel pezzo di costa compreso tra la città di Ortona e Vasto, caratterizzato per l’appunto dalla fitta presenza dei trabocchi.
Ma cosa sono i trabocchi? Sono antiche macchine da pesca su palafitte, collegate alla terraferma con passerelle di legno; sono dotate di più “bracci” che sostengono reti da pesca. Proprio per questa loro forma D’Annunzio li aveva definiti “ragni colossali”. Non si ha certezza della loro origine; qualcuno attribuisce la loro comparsa ai Fenici, ma in realtà le prime tracce risalgono intorno all’anno 1.200.
Gran parte dei trabocchi sulla costa abruzzese sono stati restaurati e riportati all’originario splendore; alcuni sono ancora utilizzati con l’antica funzione, altri sono diventati ristoranti sul mare.
A proposito di questo, la cena sul trabocco è un’esperienza assolutamente da fare almeno una volta. C’è l’imbarazzo della scelta, ma più o meno sono tutti allineati sulla stessa fascia di prezzo; propongono infatti un menu fisso, a base di pesce fresco, sui 50 euro a testa bevande escluse (ma la carta dei vini offre la possibilità di scegliere bottiglie buone a prezzo moderato).
Anche sul pesce io sono abbastanza critica, perché la mamma me lo compra fresco e lo cucina magistralmente. Inizialmente avevo qualche pregiudizio e il timore di finire in una trappola turistica come spesso accade. Invece devo dire che sono stata pienamente soddisfatta dalla cucina del trabocco sul quale abbiamo cenato (Trabocco Punta Fornace, San Vito Chietino): il pesce era fresco, cucinato con sapienza ed è stato un vero viaggio nel gusto e nella tradizione.
Il modo migliore per godere della bellezza della Costa dei Trabocchi è percorrere in bici la Via Verde della Costa dei Trabocchi, interessata recentemente dal passaggio del Giro d’Italia: sono 40 km circa di pista ciclabile che si affaccia sul mare seguendo l’ex tracciato della ferrovia adriatica.
A causa del calore elevato dell’estate 2022 e lo scarso tempo a disposizione, purtroppo abbiamo dovuto rinunciare a questa attività che avevamo sulla nostra wish list…ma sicuramente quando torneremo in Abruzzo non ce la faremo scappare!

Parlando invece di tuffi in mare, questo tratto di costa offre spiagge non troppo devastate dal business del turismo di massa. C’è per esempio la spiaggia Ripari di Giobbe, oggi considerata area protetta, o le piccole calette del Golfo di Venere. Vi è la lecceta di Torino di Sangro, una riserva a ridosso della foce del fiume Sangro, e la Riserva Naturale di Punta Aderci; quest’ultima si estende fino al promontorio di Punta Aderci, che domina la bellissima spiaggia di Punta Penna. Qui siete sicuri di trovare un mare pulito, trasparente e abitato da tanta fauna marina.
Per quanto riguarda Punta Aderci, per trovarla non è stato molto facile perché il navigatore ci ha fatto prendere una strada nelle campagne intorno a una casa circondariale, per poi condurci al parcheggio di un campeggio. Bisogna impostare la ricerca su “Parcheggio Riserva Naturale Punta Aderci“.
Il parcheggio per raggiungere le spiagge della riserva è gratuito e ha un servizio navetta per chi comodamente vuole raggiungere anche le cale più lontane dalla zona auto. C’è anche un punto di noleggio bici, ma lì la zona è priva di vegetazione e quindi bisogna fare attenzione alle temperature.
Questa tappa sull’Adriatico mi ha dimostrato che la sua costa non è solo fatta di spiaggione ricolme di stabilimenti, con un mare simile a una pozza fangosa, ma che esistono anche angoletti graziosi dove la natura incontaminata resiste.
Per scoprire altre perle abruzzesi, visita la pagina del blog dedicata a questa Regione!
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