Survival in Pantelleria

Pantelleria è un’isola vulcanica dal mare cristallino e dalla pelle di pietra scura. E’ un angolo remoto, dall’anima selvaggia, nel cuore del Mediterraneo. A pochi km, oltre l’orizzonte, si intravedono le coste della Tunisia.

Se scegliete Pantelleria come destinazione, dovete sapere che la vostra vacanza potrebbe NON essere all’insegna del comfort (soprattutto se non avete una barca per esplorare le cale senza posare i piedini sulla pietra lavica).
A Pantelleria NON ESISTONO spiagge, quindi meglio dimenticare infradito (e optare per scarpine da roccia), sdraio e ombrellone (anche se qualche stabilimento balneare c’è). L’ombra la potete creare voi, dando sfogo alla vostra creatività nella costruzione di micro-capanne di asciugamani o infilandovi tra le fessure delle rocce.

Per lo scooter è perfetta, perché le strade che la percorrono sono strette e con molte curve.
Durante la settimana di vacanza-zitella a Pantelleria, mi sono sentita un vero e proprio “maschio alfa”. Quando due donne viaggiano sole, spesso una fa la “parte dell’uomo” e si occupa delle faccende di cui di solito (ma non sempre) tocca a lui farsi carico nella coppia… tipo guidare.
In questo caso, io piccola pischella di un metro e sessanta, mi sono ritrovata a guidare uno scooter pesante, DINOSAURICO e un po’ scassato, senza neanche toccare perfettamente con i piedi a terra, e a trasportare la mia compagna di viaggio, vichinga biondona di un metro e tanto più di me.
Le strade dell’isola sono piene di buche che sembrano crateri, l’illuminazione serale è pressoché assente e la segnaletica spesso non è proprio precisa, MA, se sono sopravvissuta io, penso lo possano fare tutti.

Consigli per sopravvivere.
Data la natura selvaggia ed estrema dell’isola, ecco alcuni consigli che potrebbero essere utili ai viaggiatori.

Consiglio 1: quando si cammina sugli scogli è bene fare molta attenzione, perché spesso sono ricoperti di alghe che li rendono scivolosissimi. Io mi sono semplicemente decorticata un palmo della mano, ma poteva andare peggio.

Consiglio 2: se chiedete informazioni ai locali, diffidate dei panteschi che vi diranno che c’è molto da camminare per raggiungere le vostre destinazioni. Non è quasi mai vero!

Consiglio 3: quando ci si muove a piedi a Pantelleria, in estate, bisogna sempre tenere conto del sole che picchia senza pietà, del caldo e del fatto che la vegetazione è quasi inesistente, fatta eccezione per gli adorabili cactus che fanno tanto “sud” ma non riparano dalle insolazioni.

Per tuffarsi in mare a Pantelleria è necessario essere un minimo ginnici, poiché sono gli scogli a farla da padroni. Per aiutarvi nella vostra scelta, di seguito trovate descritte le mete di balneazione che abbiamo esplorato, con dettagli sul livello di difficoltà per raggiungerle.

Discesa a mare livello PRO.

  • Arco dell’Elefante

L’Arco dell’Elefante si chiama così proprio perché la roccia crea un grande arco naturale che assume la forma di una proboscide. Questo luogo è una meta molto gettonata, un po’ perché la sua particolarità ne ha fatto quasi il simbolo di Pantelleria, e un po’ perché la discesa a mare non è complicata come nelle altre cale dell’isola. Se non si vuole stare nella calca, conviene cimentarsi in una specie di free climbing per raggiungere postazioni un po’ più lontane e inaccessibili. Il fondale è bellissimo e fare snorkeling sotto l’arco è obbligatorio per apprezzare a pieno il fascino del luogo.
E’ possibile lasciare il proprio mezzo in un parcheggio poco distante, situato proprio tra due piccole cale (Cala Levante e Cala Tramontata).

  • Cala dei Cinque Denti

La cala dei Cinque Denti è una piccola insenatura sovrastata da rocce nere e appuntite, dalle quali prende per l’appunto il nome. L’accesso via terra è abbastanza semplice: si lascia il proprio mezzo sulla strada principale (la perimetrale) e si scende attraverso un brevissimo sentiero. Per alcuni potrebbe risultare non proprio agevole, ma basta avere le scarpe giuste e tutto è possibile. Il fondale qui è davvero meraviglioso e rende questa cala ideale per fare snorkeling. Inoltre è la meta ideale quando soffia scirocco, poiché è molto riparata.

  • Balata dei Turchi

La Balata dei Turchi è un’insenatura situata nella parte meridionale dell’isola circondata da un’imponente scogliera. La parola Balata deriva dall’arabo balat, lastrone di pietra, e infatti questa cala prende la forma di una lastra di pietra lavica che si tuffa nel mare cristallino. Si raggiunge attraverso una tortuosa strada sterrata e dissestata che parte dalla perimetrale. Chi viaggia su due ruote a un certo punto potrebbe essere costretto a fermarsi e proseguire a piedi, ma niente di straordinariamente faticoso. Le rocce sono basse e lisce, per questo l’accesso al mare è abbastanza semplice e rende il luogo particolarmente frequentato. Quando ci siamo state noi era altamente frequentato anche dalle meduse, fatto che ha reso ogni tuffo un terno al lotto. Morirò di dolore o no? Nonostante questo, il colore dell’acqua e i fondali pieni di flora e fauna marina fanno passare la paura.

  • Laghetto delle Ondine e Cala Cottone

Il Laghetto delle Ondine è una piccola pozza di acqua tiepida, chiusa tra scogli rigorosamente neri che la separano dal mare aperto, più freddo, movimentato e profondo. Si raggiunge con un sentiero quasi completamente esposto al sole, che all’andata è semplice poiché è in discesa, ma per il ritorno bisogna mettere in conto un po’ di fatica. Poco distante c’è un’altra cala, meno famosa ma sicuramente degna di nota. Si chiama Cala Cottone e si raggiunge con una camminata di circa un’ora, imboccando un sentiero segnalato malamente (cartelli distrutti, cartelli vuoti, cartelli staccati e buttati al lato della strada) e che parte nel punto in cui vengono parcheggiate le auto. Andando a sinistra si va al Laghetto delle Ondine, andando a destra alla Cala Cottone. In una giornata noi le abbiamo visitate entrambe, rischiando però di liquefarci al sole letteralmente.

Pantelleria non è solo mare e nel prossimo articolo il nostro viaggio proseguirà alla scoperta di altri affascinanti luoghi, che ne fanno una meta vacanziera adatta a tutte le stagioni.

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