Viaggio alla scoperta della Sicilia barocca: Noto, Modica e Ragusa

Quando prima della partenza la mia compagna di viaggio aveva esclamato con entusiasmo: “La Val di Noto è famosa per il barocco!!!”, non sapevo che mi sarebbe toccato un vero e proprio tour de force culturale.
Ammetto di avere un po’di lacune in storia dell’arte, perché a scuola si faceva alla prima ora e io ero ancora in stato confusionale da sonno. La mia conoscenza del barocco è rimasta poi alquanto scolastico-turistica e di certo non non avrei mai saputo identificare le caratteristiche specifiche del cosiddetto “barocco siciliano”. Quello che ho capito, detto così in parole poverissime, è che se già la corrente barocca in generale si è manifestata con estrosità ed eccessi decorativi, il barocco siciliano si distingue perché gli artisti dell’epoca avevano proprio voluto strafare. Quale occasione migliore del famoso e disastroso terremoto del 1693, per sbizzarrirsi e ricostruire intere cittadine rase al suolo?

Ma tranquilli, non è mia intenzione quella di dilungarmi in spiegoni all’Alberto Angela. Mi limiterò a raccontarvi il mio viaggio a tappe e quello che ne ho compreso nel mio piccolo. Lascerò parlare le foto di chiese e scalinate, di mascheroni a corredo dei balconi e delle loro inferriate panciute in ferro battuto.

Quindi scarpe comode e si parte!

RAGUSA

La nostra prima tappa è stata Ragusa. Siamo partite con la nostra 500 rossa fiammante da Siracusa, raggiungendola in un’oretta e mezza circa. Pioveva e l’atmosfera non era quella che ci si aspetta dalla primavera siciliana.
Ragusa è una città divisa in due: Ragusa superiore, che si arrampica sulla collina e dalla quale è possibile ammirare un panorama degno di nota, e Ragusa Ibla, la parte più antica della città dove si trova la maggior parte del patrimonio artistico… con oltre 50 chiese!

Il nostro percorso è partito dalla parte bassa della città, per poi salire attraverso l’antica strada che sale fino alla Ragusa nuova. Una scalinata di 340 gradini vi accoglie con gioia, ma man mano che si sale il panorama di certo ripaga la fatica. Le scale sono un elemento talmente significativo che tra le due Raguse si trova una chiesetta che si chiama per l’appunto Santa Maria delle Scale, invocata dalla sottoscritta diverse volte nel corso delle peregrinazioni a piedi nella Sicilia sud orientale. 🙂

Inutile dire che Ragusa Ibla è un trionfo di edifici barocchi, tra i quali spicca il famoso Duomo di San Giorgio. Il suo martirio è rappresentato a episodi, come nelle serie tv, sulle vetrate all’interno. Come avrei capito successivamente, in queste zone di Sicilia San Giorgio va alla grande come tema: si ritrova in chiese, duomi, dipinti, statue e portali.

MODICA

Il giorno seguente abbiamo raggiunto Modica in circa un’ora di macchina da Siracusa. Modica è ovviamente famosissima per il suo cioccolato, che si può degustare e acquistare in una delle tante botteghe artigiane della città. E’ altamente probabile trovare qualche turista cafone che, con la scusa di scegliere il gusto giusto, si apposta al bancone (dal quale non si muove di un millimetro per ore) “piluccando” (neanche fosse al cinema con i pop corn) le palline di cioccolato posizionate in bella vista per permettere gli assaggi.
Ma oltre che per il cioccolato artigiano, Modica è famosa per le sue chiese, essendo nota per l’appunto come “città delle 100 chiese”. Io non so se sono davvero 100, ma sicuramente se ne trovano tantissime che si inerpicano per le vie salita.
Le due principali sono il Duomo di San Giorgio (sempre lui) e quello di San Pietro, giustamente preceduti da grandiose scalinate (164 gradini per quello di San Giorgio). Mi tornano in mente le scalinate Incas del Valle Sagrado in Perù e rifletto su come l’uomo, nella sua storia di costruzioni, abbia sempre cercato di mettere le cose importanti in alto.

NOTO

Dopo la visita a Modica, ci siamo dirette a Noto (distante una quarantina di minuti di auto), capitale del barocco. Lungo la via principale della cittadina, Corso Vittorio Emanuele, si trovano gli edifici più importanti: La Chiesa di S. Francesco all’Immacolata (con relativa scalinata), la Chiesa di Santa Chiara (con annesso Convento delle Benedettine) e infine, raggiungendo piazza del Municipio, si trovano la Cattedrale di San Nicolò e il palazzo del municipio.
La pietra bianca di Siracusa splende al sole e si colora di rosa nell’orario del tramonto, momento in cui è maggiormente consigliato visitare la città.

Al di là delle tappe obbligate, girovagare senza meta tra le viuzze barocche di queste cittadine sa comunque regalare delle gioie anche ai più ignoranti in materia artistica.

Devo dire che alla fine di questo tour barocco ero stremata; non avevo mai visto così tante chiese in vita mia.. Chiese colme di stucchi, marmi, sculture, spesso con interni bianchissimi e scalinate scenografiche, che hanno il vantaggio di trasformarsi in sedili ogni tanto.

Una chicca simpatica di questo viaggio ce l’ha donata l’autostrada: i caselli fantasma. Anche questa può essere considerata un’architettura caratteristica degna di nota, che sa sorprendere e strappare un sorriso, soprattutto quando con il portafogli in mano ci si accorge che in realtà non c’è nessun pedaggio da pagare. Il casello è disabitato, inutilizzato, abbandonato…sembra un miraggio nel deserto.
L’età moderna del non concluso e delle cose fatte così, a cavolo, si scontra così con le forme perfette dell’età antica.

Con il prossimo articolo restiamo in Sicilia e ci tufferemo nelle acque cristalline dell’isola di Pantelleria!

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