Pedalando dalle Alpi all’Adriatico: la ciclovia Alpe Adria

Da Salisburgo a Grado, 415 km in otto tappe, 5410 di dislivello positivo e 5804 di dislivello negativo, percorribili in circa 30 ore su sellino: questa è la ciclovia Alpe Adria!

Bastano queste due righe per accertare che NO, non ho seguito questo itinerario su due ruote; non interamente per lo meno. Mi trovavo in Carnia dove ho scoperto le vie percorse a piedi dalle portatrici carniche durante la Prima Guerra Mondiale e ho volato in bici sulla carrozzabile più alta del Friuli, la Panoramica delle Vette. Quindi sia per questioni di tempo che logistiche, non avrei potuto percorrere tutta la ciclovia dell’Alpe Adria, al di là del fatto che il mio cicloturismo rimane sempre fedele alla filosofia Schiappa di cui vi ho parlato tempo fa.

Però già che mi trovavo in zona, ci ho dato uno sguardo, esplorando una parte della tappa 6, quella che va da Tarvisio a Venzone, con una breve deviazione ai meravigliosi Laghi di Fusine.

La Ciclovia Alpe Adria
La ciclovia Alpe Adria attraversa le Alpi percorrendo in parte i vecchi tracciati della ferrovia. Le tappe ufficiali, partendo dall’Austria, sono le seguenti:

1 . Salisburgo – Bischofschofen
2 . Bischofshofen – Bad Gastein
3 . Bad Gastein/ Mallnitz- Spittal an. d. Drau
4 . Spittal an d. Drau- Villach
5 . Villach-Tarvisio
6 . Tarvisio-Venzone
7 . Venzone – Udine
8 . Udine-Grado

Sul sito ufficiale Alpe Adria Radweg si possono trovare tutte le informazioni dettagliate sul percorso e le tappe, la mappa, le ultime notizie e si può anche usufruire del centro prenotazioni.

Da Tarvisio a Venzone
Questa tappe si sviluppa per lo più sulla pista ciclabile che è stata realizzata sul sedime dismesso dell’ex ferrovia Pontebbana, pertanto lungo il tragitto si passa attraverso i ponti, le gallerie e le vecchie strutture. Fino a Dogma può essere seguita con continuità, dopodiché si incontrano anche alcuni brevi tratti sulla strada statale n.13 e viabilità locale.

Tarvisio è una città superato il confine; la sua posizione a cavallo tra Italia, Austria e Slovenia ne fa un crocevia di lingue, culture e tradizioni culinarie diverse. Rappresenta uno dei più importanti poli sciistici del Friuli Venezia Giulia, ma anche in estate ha il suo perché.
Pedalando sulla ciclovia dell’Alpe Adria, circondati dalle cime delle Alpi Giulie, si attraversa la Foresta di Tarvisio che, con i suoi 24.000 ettari, è la più grande foresta demaniale d’Italia.
Visto il perfetto stato di questa pista ciclopedonale, si può davvero pedalare guardando in alto, ammirando il paesaggio, senza preoccuparsi di eventuali ostacoli o buche.


Facendo una piccola deviazione dal percorso ufficiale, si può in breve tempo raggiungere un altro spettacolo naturalistico: i Laghi di Fusine. Questi due bacini d’acqua, di origine glaciale, sono un quadro da ammirare: l’acqua è cristallina e di un colore azzurro brillante, intorno c’è un fitto bosco di abeti rossi e al di sopra sovrasta la catena montuosa del Gruppo del monte Mangart. Immagino il paesaggio che cambia durante le varie stagioni e i diversi colori che esplodono.
Essendo questo luogo raggiungibile con facili sentieri, ma anche in auto, in alta stagione potrebbe essere invaso dai turisti (vista la bellezza, ci sta).

Dopo aver inzuppato i piedi nell’acqua gelida del lago, abbiamo ripreso la via principale della ciclovia, proseguendo verso ovest e passando per Pontebba (fino alla Prima Guerra Mondiale il confine passava da qui) e Dogma, ma senza fermarci.

Una sosta invece merita di essere fatta alla vecchia stazione ferroviaria di Chiusaforte, che è stata trasformata in un punto d’appoggio ciclista friendly. Non solo funge da bar e ristorante, ma offre molteplici e utili servizi per il viaggiatore su due ruote: affitto camere, internet point, sala relax con biblioteca, noleggio e riparazione biciclette.
All’esterno ci sono i bagni della vecchia stazione e, sotto la bella e vecchia pensilina, si può sostare per consumare qualcosa.
Io l’ho trovato un luogo speciale, ottimo esempio di come a un fabbricato antico e non più utilizzato nella sua funzione originaria, possa essere data nuova vita, riqualificandolo e valorizzandolo in armonia con il territorio.

La stessa riflessione si può applicare all’intero progetto della ciclovia dell’Alpe Adria: un viaggio a tappe ben organizzato, che promuove il turismo lento a contatto con la natura e che dà nuovo valore ai luoghi che si attraversano e quindi si riscoprono in modo diverso.

Il nostro viaggio su due ruote si è concluso poco dopo la tappa alla vecchia stazione di Chiusaforte, lasciando in pista i viaggiatori diretti verso Venzone e le altre tappe.

Lascio nel mio angolo dei sogni il desiderio di poter un giorno fare un viaggio come questo, bagaglio leggero e sellino sotto al sedere.
D’altronde il format ciclovia mi ha sempre attirato e proprio in Friuli ne ho percorse altre due, la Giordano Cottur e la Parenzana, mentre in Lombardia ho pedalato sulla ciclovia della Val Brembana.

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