Amalfi tra natura e storia: la Valle delle Ferriere

Alert! Questo articolo apparteneva a un mio vecchio blog, pertanto le informazioni che trovate potrebbero non essere aggiornate in quanto queste escursioni risalgono a qualche annetto fa.

Dovete sapere che nel Fiordo di Furore, di cui vi ho parlato nel precedente articolo, un tempo si trovavano gli opifici dove avveniva la lavorazione della carta. In realtà in Costiera Amalfitana vi sono altri luoghi che conservano la memoria di questa attività così diffusa in passato.
Uno di questi è proprio in prossimità della città di Amalfi.
Sembra che questa ex Repubblica Marinara, infatti, già da prima del 1200 avesse messo in moto le sue cartiere e producesse una tipologia molto pregiata di carta, chiamata Charta Bambagina.
La famosa carta di Amalfi veniva prodotta proprio nella cosiddetta Valle dei Mulini; pare che le sue cartiere rifornissero di carta tutte le città del Sud Italia.

Se fate parte del team di quelli che in vacanza amano esplorare e finire la giornata con la sensazione di indolenzimento alle gambe, amerete questo itinerario tra natura e storia che permettere di ripercorrere il passato produttivo di Amalfi, raggiungendola dall'”alto” attraverso un percorso a piedi lungo la Valle delle Ferriere (l’altro nome della Valle dei Mulini).

L’inizio del sentiero si trova a Pontone e per l’esattezza nella piazzetta San Giovanni. Si può lasciare la macchina in un fantastico parcheggio a pagamento (l’unica opzione, per lo meno d’estate).
Se si viaggia con i mezzi pubblici esistono delle linee di autobus che collegano Amalfi a Ravello e Scala; alcuni di essi deviano anche per Pontone. Altrimenti si può raggiungere Pontone a piedi da uno di questi due paesi, che è quello che abbiamo fatto noi al ritorno da Amalfi per riprendere l’auto parcheggiata (nonostante avessimo svuotato i portafogli, la moneta non era bastata per coprire tutto l’arco della giornata e ci siamo trovati la multa!).

Bene. Lasciata la macchina, provvisti di pranzo al sacco e acqua fresca ci siamo messi in cammino sotto al sole cocente di mezzogiorno (sicuramente non è l’orario consigliato per iniziare una camminata) prendendo per l’appunto il sentiero che parte da Pontone.
Dopo un primo tratto soleggiato tra i limoneti e vigneti del paese si inizia ad entrare nella boscaglia. Da questo momento in poi tutto è più fresco, non solo per l’ombra ma anche per la presenza del torrente Canneto che vi accompagnerà per gran parte del percorso.
Questo è segnalato con strisce bianche e rosse sugli alberi o sulle pietre, ma se siete inclini alla distrazione potreste rischiare di prendere un viottolo sbagliato tra i tanti che intersecano la strada principale. Noi per non farci mancare niente ci siamo persi, ma per fortuna ce ne siamo accorti quasi subito finendo in una fitta trama di rovi e arbusti.

La Valle delle Ferriere si chiama così proprio perché lungo questo meraviglioso sentiero immerso nella natura si incontrano diverse ferriere risalenti all’epoca medioevale. L’atmosfera è davvero suggestiva perché la natura si è letteralmente impadronita di questi ruderi. La vegetazione è cresciuta selvaggiamente, muschi ed erbe rampicanti si espandono sulle mura abbandonate e alberi dalle grandi radici sono cresciuti al loro interno. Diverse cascate rompono il silenzio della vallata.

Dopo aver raggiunto la prima ferriera a fianco del torrente, c’è la possibilità di scegliere se fare una piccola deviazione per raggiungere la Riserva Integrale e ammirare gli ultimi esemplari di felce che pare risalgano all’epoca della glaciazione. Il percorso non è lungo ma un po’ più impegnativo, quindi tenetelo a mente prima di decidere se proseguire.

Dopo esserci scatenati con l’esplorazione dei ruderi e avere scattato foto di ogni tipo vicino alla cascata più grande che si incontra durante il cammino, abbiamo proseguito scendendo la vallata in direzione di Amalfi. Dopo le ferriere, incontriamo anche gli antichi mulini che sanno di storia della gloria perduta di Amalfi e la sua carta.

La Valle prende così le sembianze di un museo a cielo aperto, dove la natura ha preso il sopravvento creando un atmosfera quasi magica.

Per chi vuole allontanarsi dalle orde di turisti in tenuta da spiaggia, questo percorso sembra un’ottima alternativa per vedere la Costiera da un altro punto di vista.

Raggiungere Amalfi alla fine di questa camminata ha sicuramente dato un valore aggiunto al nostro viaggio. E quale miglior premio se non una sfogliatella della famosa pasticceria Andrea Panza, vicino alla piazza del Duomo di Amalfi?

[N.B. Le belle foto di questo articolo sono state scattate da Marco Cucciniello]

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