Canavese in bici: su e giù per la morena sud

ALERT! Prima di pensare di essere di fronte a un articolo di cicloturismo livello PRO, consiglio di scoprire la filosofia della ciclista schiappa cliccando sul link del precedente articolo, “Diario di una ciclista schiappa”!

Partendo dai vigneti di Caluso, paesino collinare famoso per le vigne di Erbaluce, si passa per il piccolo comune di Mazzè, dove si trova il famoso castello e da dove si può gustare il panorama della pianura fino a scorgere le torri di raffreddamento dell’ex centrale nucleare di Trino. Da lì, dopo un breve tratto su asfalto (che dio benedica chi lo ha inventato) si arriva al comune di Moncrivello e si imbocca una stradina ciottolosa-scivolosa in mezzo al bosco. I ciottoli, deliziosi ciottoli, sono dispersi pressoché ovunque nella collina morenica, quindi è bene rassegnarsi subito all’idea. Il sentiero sale leggermente fino a giungere a due suggestivi santuari di epoca romanica: il santuario della Madonna di Miralta e quello di San Martino. Si pensa che questi luoghi siano anticamente legati al culto dell’acqua, poiché situati a poca distanza dalle acque del lago di Candia, di Viverone e del fiume Dora Baltea.

Tornando indietro e procedendo verso Candia, si arriva al lago omonimo e, attraverso una strada asfaltata (molto) in salita , si raggiunge la chiesetta romanica di Santo Stefano. Dall’alto di questa collina (a quota 420 mt), è possibile ammirare il panorama sulla serra morenica d’Ivrea, creata dall’antico ghiacciaio “Balteo”.

Oltre a questo interessante fenomeno geologico, sicuramente degno di nota, il mio sguardo da ciclista-schiappa è ricaduto sui tavolini da pic-nic di fronte alla chiesa, che hanno creato nella mia mente immagini da “tarallucci e vino”.
Ma pasteggiare durante il tragitto non è mai una buona idea, quindi meglio ripartire e continuare il percorso.

Da Santo Stefano si pedala attraverso alcuni paesi del Canavese, quali Barone, Orio, Montaleghe, fino ad arrivare a Vialfrè passando per la suggestiva e bucolica località di Pianezze di Vialfrè. I più atletici possono a questo punto fare una tappa al Santuario di Santa Maria della Rotonda, situato cima alla collina.

Procedendo verso Agliè, tra prati e mucche con sguardi d’amore piene di benessere, si incontra Villa Meleto, residenza di villeggiatura del poeta Guido Gozzano.
Il piccolo borgo di Agliè ospita il Castello Ducale, una delle Residenze Reali del Piemonte che dal ’97 sono state riconosciute Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Purtroppo la visuale sulla facciata del Castello è in parte rovinata perché la piazza è utilizzata come parcheggio.

Una vera ciclista-schiappa non può rinunciare a una meta gastronomica al termine della faticosa impresa. Caluso e dintorni offrono diverse location adatte a un aperitivo open air circondati dalla natura (clima e norme anti-covid permettendo). Una di queste è sicuramente il lago di Candia, una specie di autogrill per uccelli migratori, e le vigne di Caluso che dipingono le colline con i loro colori autunnali.

Se sei pronto per un altro giro, vola sul prossimo articolo cliccando qui!

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