La Val d’Ossola è un’estesa valle nella provincia Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte. Al contrario di altre valli piemontesi più gettonate e toccate dal turismo di massa, lei resta umile nonostante l’indiscussa bellezza dei suoi panorami e la sua natura selvaggia e quasi incontaminata.
Corrisponde a gran parte del bacino idrografico del Toce e comprende sette valli laterali (Valle Anzasca, Valle Antrona, Val Bognasco, Val Dicedreo, Valle Antigorio, Valle Isorno e Val Vigezzo). Inutile dire quindi che offre agli amanti della natura e delle attività outdoor una grande quantità di opzioni tra cui scegliere. Tra queste, ovviamente, anche le escursioni a piedi.
In questo articolo troverete la descrizione di alcuni itinerari abbastanza semplici, ma molto suggestivi e panoramici, e relative tracce. Non saranno scritti in ordine di preferenza, ma parto dalla meta più a sud per proseguire verso nord. Questi percorsi si sviluppano a quote basse e quindi risultano adatti a qualsiasi stagione, ovviamente previa consultazione meteo soprattutto per quanto riguarda la situazione neve o le temperature estive.
Monte Faiè, Parco Nazionale Val Grande.
Il Monte Faiè (o Faje) costituisce uno dei punti panoramici più suggestivi dell’ingresso della Val d’Ossola. Per l’esattezza di trova nel Parco Nazionale della Val Grande e fa parte della zona collinare che si affaccia sul lago di Mergozzo e Maggiore.
Per raggiungere la sua cima, a soli 1.352 m. di quota, si sale per un ripido sentiero passando prima in un bosco di betulle e poi tra bellissimi faggi (Faje significa infatti faggeta).
Da lassù la vista è strepitosa! In una giornata limpida si possono ammirare il Lago Maggiore, il Lago di Mergozzo, il Lago d’Orta, il Lago di Monate ed il Lago di Varese.
Si tratta di un percorso semplice, panoramico, di circa 400 metri di dislivello che si compiono in circa un’oretta partendo dal rifugio Fantoli, dove tra l’altro vi consiglio di sostare in quanto si mangia molto bene.
Per arrivare al Fantoli si lascia l’auto al termine della strada carrozzabile Alpe Ompio (a 920 m.) e si cammina su un’ampia mulattiera per circa mezz’ora.
Dalla cima del Faiè si può decidere di chiudere il giro facendo un anello, quindi dapprima scendendo il versante sul lato opposto, raggiungendo Vercio e il suo eremo, per poi risalire il pendio, godendo di altri suggestivi punti panoramici sui laghi. Si allunga un po’ ma ne vale la pena!
In questo caso, il giro ad anello con partenza ed arrivo al rifugio Fantoli è di circa 8km e 600 metri di dislivello totali. Puoi scaricare la traccia sul mio profilo di Wikiloc o Strava.




Cavallo di Ro da Alpe Cheggio, Valle Antrona.
La Valle Antrona è una delle sette valli che si diramano dalla Val d’Ossola e si caratterizza per la forte presenza di laghi sia naturali che artificiali.
Uno di questi è proprio il lago di Cheggio, conosciuto anche come Lago Alpe dei Cavalli, una diga che occupa la conca in cui un tempo vi era un lago glaciale. In prossimità di questo bacino, vi è il punto di partenza per una semplice escursione fino a Cavallo di Ro, nome con il quale si indica il tratto finale della lunga cresta che scende dal Passo del Fornalino e che divide la Valle Antrona dalla Val Bognanco.
Si parte proprio dal rifugio che si trova ad Alpe Cheggio e che sembra frequentato dal top del top dei “merenderos”. L’escursione è facile, ma non troppo, perché si tratta di 400 metri di dislivello, racchiusi in meno di 4 km (solo andata)…quindi non spiana mai!
Dalla cima Cavallo di Ro, a 1.895 m. di altitudine, la vista spazia su tutta la Valle Antrona, i suoi laghi (dei Cavalli, Lago Antrona e Lago di Campliccioli) e le sue cime al confine con la Svizzera (come Pizzo Andolla e Weissmiess).
Sui miei profili Wikiloc e Strava puoi scaricare la traccia (che include la tappa alla diga).





Orridi di Uriezzo e Marmitte dei Giganti, Valle Antigorio.
Nella Valle Antigorio la natura, con le sue mani di acqua e ghiaccio, ha modellato sculture, piscine naturali e cattedrali di roccia. In alcune di esse oggi l’uomo può intrufolarsi, camminare o godersi un po’ di fresco. Siamo nel Giardino Glaciale degli Orridi di Uriezzo.
Gli Orridi di Uriezzo sono delle gole scavate dall’acqua che si possono percorrere a piedi, sentendosi dei piccoli Indiana Jones inghiottiti dalle rocce. Il più famoso è l’Orrido Sud, una spaccatura di 250 metri, profonda 30.
Le Marmitte dei Giganti sono un’altra meraviglia della natura: piccole pozze simili a piscine, create dai vortici dell’acqua che ancora, GELIDA, vi scorre. La zona non è balneabile, ma volendo si può provare a bagnare i piedi, lì dove un tempo molto lontano c’era solo ghiaccio. Dopo pochi secondi, non li sentirete più per il freddo!
Questi due luoghi magici possono essere raggiunti in diversi modi. L’itinerario che ho percorso io parte dal Rifugio Monte Zeus, a Crego, che è stato il mio punto di appoggio per diverse escursioni in Val d’Ossola e dove tra l’altro vi consiglio di sostare perché ha un’ottima qualità prezzo.
Il giro ad anello inizialmente conduce, lungo un sentiero in discesa, alle splendide Marmitte dei Giganti, per poi risalire dolcemente il crinale e passare all’interno dell’Orrido Sud e in seguito nell’Orrido Nord-Est. Lungo il percorso ci sono altri punti in cui è possibile ammirare cascatelle e corsi d’acqua che passano tra le gole.
Sui miei profili Wikiloc e Strava puoi scaricare la traccia del percorso che ho fatto io, che ha una lunghezza di circa 6,5 km e un dislivello sui 500 metri (le tracce potrebbero non essere precise su questo perché le pareti degli Orridi hanno mandato un po’ in tilt il Garmin).
Se passate da queste zone, vi consiglio inoltre di visitare i caratteristici borghi della zona, volendo anche attraverso un’escursione a piedi. In un articolo precedente avevo parlato di Croveo, Baceno e zone limitrofe, incluso il suggestivo borgo abbandonato di Cuggine.
Alpe Devero, Crampiolo e diga di Codelago.
Avete presente quei luoghi che si vedono nelle pubblicità?
Casette curate, erbetta verde, mucche che fanno lo yogurt, famiglie felici che bivaccano insieme, boschetti trallallà trallallero intorno…Ecco.
Questa meta ci assomiglia molto.
Alpe Devero è un piccolo borgo situato in una conca a 1.650 metri di quota, raggiungibile a piedi, una volta lasciata l’auto ai parcheggi predisposti (la lunghezza della camminata dipende appunto da quanto vicino riuscite a lasciare la macchina). Qui si può alloggiare e partire per diverse escursioni; siamo all’interno del Parco Naturale Veglia-Devero e il suo territorio è quindi sottoposto a tutela ambientale.
Il giro ad anello (per l’esattezza “a otto”) che ho fatto io è abbastanza semplice anche se non propriamente breve. Si parte da Alpe Devero e in circa 40 minuti si arriva al borgo di Crampiolo. Si tratta di un piccolo insediamento di baite tradizionali che fa innamorare a prima vista il visitatore. Si trova a 1.767m. e sembra il luogo perfetto per concedersi un lungo far niente.
Ma per chi ha la forza di andare avanti, si aprono altrettanti scenari spettacolari. Dopo Crampiolo si sale e si raggiunge il lago di Devero (diga di Codelago), del quale si compie l’intero giro godendo di tantissimi scorci meravigliosi. Una volta circumnavigato il lago, si torna indietro, si passa nuovamente per Crampiolo (vi consiglio una sosta alla yogurteria) e si può fare tappa al suggestivo laghetto delle Streghe, per poi tornare al punto di partenza ad Alpe Devero.
L’intero giro è lungo 15 km e si sviluppa su 600 m. di dislivello circa; su Wikiloc e Strava puoi scaricare la mia traccia (come punto di partenza e arrivo c’è la zona parcheggio)
Insomma, si può godere della bellezza della montagna senza per forza ammazzarsi di fatica per raggiungere vette irraggiungibili. Tra l’escursionismo livello PRO e il turismo “merendero” c’è una via di mezzo, basta scegliere gli itinerari giusti!
Ringrazio Omar per avermi donato alcune delle foto che ho usato in questo articolo!
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