Salento coast to coast: le più belle spiagge dell’Adriatico

Chi mi conosce sa che le mie estati non possono essere lontano dal mare e, anche se sono ligure e davanti al mare ci sono nata, nei miei viaggi mi piace includere (quando possibile) sempre qualche sosta marina. Ma chi mi conosce sa anche che il mio “stare al mare” non è aprire sdraio e ombrellone, non è riposo, non è staticità…ma è un vero e proprio esplorare la costa, alla ricerca di posti sempre nuovi, di cale nascoste e così via.

Per questo motivo, posso risultare molto antipatica a chi si trova a viaggiare con me e giustamente ha un’altra idea di vacanza.

In Salento forse ho un po’ esagerato: ho cercato di scandagliare le spiagge più belle e particolari, lungo Adriatico e Ionio. Questi due articoli che vi propongo sono il foto-racconto di quello che ho trovato. Partiamo dalla costa adriatica, procedendo da nord a sud. La località che può essere utilizzata come base è la bellissima Otranto (della quale dirò due parole a fine articolo).

Torre dell’Orso
Torre dell’Orso dà il benvenuto ai bagnanti con un’infradito gigante con scritto “I caraibi del Salento”; siamo quindi in una delle tante spiagge definite in questo modo lungo le coste del tacco d’Italia. Torre dell’Orso, nome che probabilmente si riferisce alla presenza di una torre costruita nel XVI secolo, è una località piena zeppa di servizi turistici e balneari, spesso affollati e rumorosi (musica tunz tunz per intenderci) e quindi va bene per quelle persone che non cercano pace, ma divertimento. Al di là dell’eccessiva umanizzazione, la costa rocciosa è bellissima. La spiaggia è racchiusa tra le pareti di una scogliera bianca, sulla quale si può salire per ammirare il panorama dall’alto. Il simbolo di questa località sono Le Due Sorelle, due faraglioni in prossimità dei quali è bello fare il bagno raggiungendoli con i pedalò. Secondo il mito, le divinità trasformarono in roccia i corpi di due sorelle annegate in questo mare. La solita allegria della mitologia.

La spiaggia e i laghi di Alimini
La spiaggia di Alimini prende il nome dai due laghi che si trovano in prossimità di quest’ultima, all’interno di un’oasi naturalistica protetta. Il termine greco bizantino “limne” significa appunto lago o palude. I laghi Alimini Grande e Alimini Piccolo sono collegati da un canale, detto Lu Strittu, e sono circondati da una pineta e da vegetazione tipica della macchia mediterranea.
La spiaggia è caratterizzata da sabbia dorata molto fine e, quando il sole picchia, incandescente (mi sono letteralmente ustionata il piede sprofondando con le infradito nelle dune). Il mare, manco a dirlo, è molto limpido e il fondale degrada dolcemente. Ci sono sia stabilimenti balneari che spiaggia libera; inoltre una bella pineta può dare riparo nelle ore più calde. Il nero che vedete nelle foto è cenere lasciata dagli incendi che quell’estate erano stati molto frequenti.

Baia dei Turchi
Poco distante dai Laghi di Alimini si trova l’incantevole Baia dei Turchi, che prende il nome dallo sbarco dei soldati turchi che distrussero Otranto del 1480. Al di là dell’infelice nome, questa baia è bellissima e selvaggia (finalmente priva di stabilimenti balneari). Le piccole cale di sabbia bianca sono racchiuse da pareti di roccia, dune e macchia mediterranea.

Baia dell’Orte e Lago di Bauxite
Questo posto è uno spettacolo e merita una visita forse più di tutti gli altri. La Baia dell’Orte è una perla di natura selvaggia e incontaminata, che si raggiunge percorrendo un sentiero nella macchia mediterranea. Immaginate: sole, caldo, cicale, profumi.
La costa è rocciosa, bassa e frastagliata; nasconde calette e piccole anfratti poco frequentati.
Dimenticate la sabbia fine che si appiccica addosso e i rumori molesti degli stabilimenti (in realtà però, un piccolo bar è presente). Qui la natura, il silenzio e la scomodità della roccia la fanno da padrone. Sotto l’acqua limpida c’è tantissima fauna marina, quindi è consigliabile indossare scarpette da roccia e maschera. Da qui si scorge la Torre del Serpe, il Faro di Punta Palascia e, nelle giornate limpide, si possono vedere le vette dei Balcani. Consigliabile è ammirare questo splendore con i colori del tramonto, anche se il sole non si immerge nel mare.

La vera chicca di questo posto è però il Lago di Bauxite, i colori del quale derivano appunto da una ex cava di bauxite ormai dismessa. Dopo il suo abbandono, risalente al 1976, le infiltrazioni d’acqua di una delle tante falde acquifere del terreno carsico hanno fatto formare il laghetto. Seguite i sentieri di terra rossa e lo troverete. Il colore verde smeraldo dell’acqua e il rosso acceso del minerale regalano davvero un effetto “wow”. E’ a mio parere uno dei luoghi più particolari e suggestivi della costa salentina.

Faro di Punta Palascia
Qui non si parla di calette o spiagge, ma questo luogo merita una sosta. Siamo a Punta Palascia, conosciuta anche come capo d’Otranto, ed è il punto più orientale d’Italia. Si trova in prossimità del tratto più stretto del Canale di Otranto, che divide il Mar Ionio dall’Adriatico e l’Italia dall’Albania.
Il Faro della Palascia è immerso nella macchia mediterranea, su una costa alta e frastagliata. Fu eretto nel 1867, abbandonato nel 1970 e, successivamente, fu oggetto di un programma di recupero (finanziato dall’Unione Europea, dallo Stato Italiano e dalla Regione Puglia), che ha avuto inizio nel 2000 e si è concluso nel 2005, quando fu definitivamente riacceso.
Il faro e la sua lanterna sono visitabili e c’è anche il Museo Multimediale del Mare; questo luogo però vale una sosta anche semplicemente per ammirare il panorama sull’infinità del mare e per farsi schiaffeggiare dal vento.

Prima di lasciarvi e darvi appuntamento al prossimo articolo per la prosecuzione di questo viaggio sulle coste salentine, dirò due parole su Otranto, la città che è stata il punto-base di questa prima parte di viaggio.

Otranto
Se andate ad Otranto in estate, aspettatevi orde di turisti, negozi di souvenir o artigianato, ristoranti e locali gourmet sempre pieni. Tutto sto caos può forse offuscare un po’ la bellezza di questa cittadina di pietra bianca, ma tra una bancarella e un tavolino, racchiuso tra mura medioevali, si nasconde un patrimonio storico e artistico di grande valore.
Fondata dai Greci, per la sua posizione strategica qui passarono in tanti: Romani, Longobardi, Normanni, Angioini, Turchi, Veneziani per poi finire nelle mani degli Aragonesi. Il castello Aragonese è infatti uno dei simboli della città e una delle principali attrazioni da visitare.
Nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata, edificata nel XII secolo durante la dominazione normanna, custodisce un famoso mosaico dell’Albero della Vita e le reliquie degli 800 martiri di Otranto, ovvero gli abitanti che furono trucidati per non essersi convertiti all’islam durante l’invasione turca di cui ho parlato poco più sopra.
Otranto vanta il primato di essere la cittadina più a est d’Italia, fa parte dei borghi più belli ed è stata anche riconosciuta come Patrimonio Culturale dell’UNESCO quale Sito Messaggero di Pace.
Per tutti questi motivi, nonché per la vicinanza con le più belle spiagge del Salento, vale la pena visitarla e sostarvi.

Il viaggio continua verso sud, sulla costa Ionica del Salento, alla scoperta delle spiagge più particolari.

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