In montagna con gusto: escursioni invernali con tappa in rifugio

La montagna è di tutti, ma ognuno ha la sua vetta.
Oltre agli escursionisti livello Pro, che si arrampicano come stambecchi su per i pendii in qualsiasi stagione, esistono anche gli umili camminatori che si dedicano a escursioni meno impegnative e che sono soddisfatti anche senza macinare grandi dislivelli.
L’importante per loro è fuggire dalla città, immergersi nella splendida cornice naturale delle montagne e, quando c’è, ripararsi dal freddo pungente dell’inverno in un bel rifugio.
Tempo fa, avevo scritto un articolo su alcuni itinerari di media difficoltà, con arrivo rifugio, nelle valli del torinese. In questo sequel ve ne suggerisco altri: sono escursioni semplici che però regalano bellissimi paesaggi.

Monte Freidour e Rifugio Melano (Val Noce)
Il rifugio Melano, conosciuto anche come Casa Canada, si trova nel comune di Frossasco, in Val Noce, ad un’altitudine di soli 1.060 metri. E’ situato ai piedi dell’imponente Rocca Sbarua, nota palestra di arrampicata.
Originariamente il rifugio era costituito da una struttura semplice in metallo, che solo successivamente fu sostituita con quella attuale. Quest’ultima era stata realizzata apposta per le Olimpiadi invernali di Torino del 2006 e fu utilizzata come punto di appoggio della rappresentanza canadese, in piazza Valdo Fusi. Da qui viene il secondo nome Casa Canada del rifugio. La struttura è molto bella, costruita interamente in legno di pino canadese (appartenente a piante malate) e con grandi vetrate.

Raggiungere il rifugio Melano è estremamente facile. Lasciando l’auto presso la borgata Dairin (nei pressi di Talucco, località Crò) si procede a piedi per un sentiero per lo più pianeggiante che non presenta difficoltà. Dapprima si arriva al Colle Ciardonet, dove è presente anche un’area pic nic, poi si prosegue lungo una strada sterrata che attraversa un bel bosco di latifoglie e conifere e che segue la via delle carbonaie (con annessi pannelli informativi sulla storia della lavorazione del carbone). Si incontra poi un bivio e sulla destra inizia un sentiero che in pochi minuti fa raggiungere la meta. La durata complessiva del tragitto è di circa 30 minuti. Data la facilità del percorso, adatto a bambini e persone non abituate a camminare, il rifugio risulta essere sempre molto frequentato.

Un’altra possibilità per arrivare a Casa Canada, facendo un giro un po’ più lungo e impegnativo, è raggiungere la cima del Monte Freidour (in questo caso al bivio precedentemente citato non si svolta a destra ma si prosegue dritto) a 1.451 metri, da dove si può ammirare un panorama mozzafiato sulla pianura Pinerolese, sul Monviso e sull’intero arco alpino.
Il Monte Freidour è conosciuto per le sue imponenti rocce, tra le quali appunto Rocca Sbarua (la roccia che spaventa); sulla sua vetta c’è un monumento in acciaio chiamato “Ali come vele”, dedicato alle vittime di un incidente aereo del 1944.
Per tornare, facendo tappa al rifugio, si può fare un giro ad anello seguendo le indicazioni per il Monte Tre Denti.
Questa seconda parte del tragitto (dalla cima al rifugio) è in discesa molto ripida su un terreno sconnesso, pertanto bisogna essere un po’ attenti e agili; l’itinerario è però alquanto suggestivo poiché passa tra le impressionanti pareti di roccia del monte. Da segnalare anche la bellezza del cosiddetto “bosco dell’impero”, un bosco misto con prevalenza di faggi e betulle.
Il giro ad anello ha una lunghezza di 10 km totali per 500 metri di dislivello circa.

A questo link potete scaricare la traccia del giro ad anello sul mio profilo Strava, mentre per avere maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale del rifugio.



Cima Bossola (Valchiusella)
Cima Bossola è una cima facile da raggiungere ma allo stesso tempo molto panoramica. Si trova in Valchiusella, in località Rueglio, ha un’altitudine di 1.510 metri e dalla sua vetta si ha una visuale sulla Valchiusella, sull’Anfiteatro Morenico d’Ivrea e sulla pianura del torinese.
Oltre ad essere un’escursione adatta a qualsiasi stagione (in particolare a maggio risulta particolarmente suggestiva per la fioritura dei narcisi), si presta a diverse opzioni di itinerario, con altrettanti punti di partenza.
Io sono partita dal rifugio Cima Bossola, recentemente riaperto dopo un periodo di chiusura. [N.B. il rifugio dove ci si può scaldare e rifocillare si trova quindi all’inizio del percorso e non alla fine, ma non essendo un giro molto lungo si può comunque riuscire a salire e scendere per l’ora di pranzo.]
Dal rifugio si può prendere la strada sterrata, che sale più dolcemente e passa per la Statua di Nostra Signora di Palestina, oppure imboccare il sentiero che sale su bello dritto e impietoso, per poi ricongiungersi alla strada sterrata che porta all’agglomerato di baite chiamato Tre Cascine. Si può scegliere se arrivare alla cima seguendo sempre questa strada, più lunga e semplice, oppure se tagliare passando per la cresta, prendendo una sorta di sentiero che sale in maniera decisa. Dopo essere arrivati alla vetta, si può decidere di scendere per lo stesso tragitto o variare scegliendo quello non fatto all’andata. Il mio consiglio è di salire attraverso il sentiero più ripido e di scendere attraverso la sterrata, passando per Tre Cascine, perché il dislivello è più dolce e non si rischia di affaticare le giunture.
Il dislivello complessivo dell’escursione è di 400 metri, per circa 6km, a seconda della strada che si prende.

Il rifugio non ha un sito web ufficiale. A questo link si può scaricare la traccia di una delle escursioni che ho fatto io dal mio profilo Strava, ma sul web si trovano tante diverse opzioni: https://www.strava.com/activities/6122021276 ,

Palazzina Sertorio- Osservatorio per l’ambiente alpino (Val Sangone)
La Palazzina Sertorio si trova in Val Sangone a 1.454 metri di altitudine. I gestori sono gli ex architetti Claudia e Fabrizio, gli stessi del Fontana Mura, di cui ho parlato nel precedente articolo dedicato ai rifugi.
Questo luogo, immerso in un suggestivo bosco, è ricco di storia. L’edificio fu costruito nel 1909 dal cavaliere Luchino Sertorio, proprietario della Cartiera di Coazze; nacque come una palazzina di caccia (distrutta da una valanga e poi ricostruita), fu sede di scontri tra partigiani e tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale e nel 1988 fu comprato all’asta dalla Comunità Montana della Val Sangone.
La struttura messa a nuovo fu inaugurata solo ne 2008 ed è gestita come rifugio escursionistico dal 2010.
La Palazzina è aperta tutto l’anno ed è facilmente raggiungibile anche in inverno. Si trova sullo stesso percorso che porta al rifugio Fontana Mura, situato più in alto. Il dislivello è di appena 280 metri in circa 3,80 km, pertanto il percorso risulta adatto anche a persone poco allenate e a famiglie con bambini.

Per avere maggior informazioni sulle attività proposte dal rifugio e su come si può raggiungere, rimando al sito ufficiale della Palazzina Sertorio.

Il viaggio tra le montagne piemontesi e i suoi rifugi alpini non finisce qui. Per scoprirli, segui il mio blog e suoi canali social.

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