Camminare vista mare: tre itinerari panoramici nel savonese

Chi cammina in montagna sa quanto è forte l’emozione di arrivare in vetta e godersi il panorama unico sulle cime o sulle vallate circostanti; uno spettacolo che spesso resta privilegio di chi ha le condizioni fisiche di poter macinare chilometri e dislivello a piedi.

Senza nulla togliere a quell’emozione e a quel tipo di panorama, personalmente amo moltissimo camminare vista mare, immersa nella macchia mediterranea e, perché no, finire un’escursione con i piedi nel Mediterraneo.

Da nativa ligure, emigrata presto altrove, sto riscoprendo solo recentemente la mia terra che a livello naturalistico sa regalare grandi emozioni. Di seguito troverete la descrizione e la traccia di tre percorsi abbastanza semplici, ma panoramici, della costa savonese, con partenza da Varazze, Loano e Albenga.

Un santuario sul mare: da Varazze a Nostra Signora delle Guardia
Sulle alture tra Varazze e Cogoleto, a quota 402 m. si affaccia un santuario, Nostra Signora della Guardia, che è raggiungibile a piedi attraverso diversi itinerari e dal quale è possibile godere di una vista spettacolare sulla costa.
Si cammina all’interno del geo parco del Monte Beigua, in un territorio abbastanza aspro, tra rocce rossastre, bassa vegetazione e qualche esemplare di pino marittimo (sopravvissuto agli incendi degli anni passati).

L’itinerario più semplice e gettonato è quello che parte da via Don Minzoni (ci sono le indicazioni per il santuario, la strada è asfaltata e percorribile in auto, fino all’inizio della sterrata, che si incontra poco dopo aver superato il ponte sull’autostrada).
Si tratta di una strada sterrata che sale, senza presentare particolari difficoltà tecniche, il fianco della collina. Per questo, nelle belle giornate, si trasforma di una meta molto frequentata anche da famiglie e persone non propriamente sportive.

Per un errore logistico, noi siamo partiti da tutt’altra parte e abbiamo seguito il percorso appena descritto solo al ritorno, facendo così un giro ad anello che si è rivelato molto suggestivo.
Lasciata la macchina in via Piave a Varazze (ma ci tengo a precisare che Varazze è anche raggiungibile in treno o in bus), ci siamo inerpicati su per una scalinata che sembra infinita (l’indirizzo preciso è via Bianca). Dopo l’interminabile scala e un tratti di salita su asfalto, si inizia a camminare tra muretti a secco e ulivi, ci si addentra nel bosco e si giunge alla cappella di Beato Jacopo. Da qui si incontra un bivio; noi abbiamo preso il sentiero alla destra del cartello segnaletico, che prosegue vista mare a mezzacosta, addentrandosi nella tipica vegetazione mediterranea. Facilmente riconoscibile è il Monte Beigua con le sue antenne oscene.

Dal Santuario nelle giornate limpide si può godere di una vista mozzafiato che va dal promontorio di Portofino fino, ad ovest, a Capo Noli, abbracciando quindi tutto il golfo di Genova e Savona.
Qui si trova qualche tavolino da pic-nic, una fontana e per l’appunto il piccolo santuario, edificato nel 1864 per volontà dei marchesi Fabio d’Invrea e Maria Teresa d’Agliano per essere utilizzato come sepolcreto di famiglia.

Al ritorno su Varazze, si può approfittare per fare una sosta rigenerante in spiaggia o fare ancora due passi lungo la pista ciclopedonale ricavata dall’antico tracciato ferroviario.

In breve: anello per il santuario di Nostra Signora delle Guardia
Partenza: Varazze, via Bianca.
Arrivo: santuario di Nostra Signora delle Guardia, 402 m.
Dislivello: 400 D+
Distanza: totale 10km circa.
Stagione consigliata: primavera e autunno, ma fattibile anche in inverno.
Traccia: scarica su Wikiloc o Strava.

Stai caLmo…al Monte Carmo di Loano
Il rifugio Pian delle Bosse si trova sulle alture sopra Pietra Ligure e Loano, a 841 m. di altitudine. E’ molto grazioso e curato, nonché gestito da due ragazzi simpatici e gentili.
Si raggiunge a piedi dal Parcheggio della Castagna (località Verzi) in circa di 40 minuti. Sono circa 240 metri di dislivello in poco più di 1km, quindi sale sempre e non spiana mai.

Dal rifugio partono diversi itinerari. La vetta del Monte Carmo è raggiungibile attraverso due sentieri: 1) il sentiero di cresta (classificato come EE perché ci sono dei punti esposti), più breve ma più impegnativo. 2) quello che passa per il Giogo di Giustenice, più ombreggiato, leggermente più lungo, ma meno ripido.

Noi abbiamo fatto un anello, salendo dal sentiero di cresta e scendendo dall’altro lato (scelta che mi sento di consigliare), per un totale di 600 metri di dislivello positivo (o poco più).
Il sentiero di cresta sale ripido e deciso, con alcuni saliscendi, ed è molto panoramico; però purtroppo in estate c’è foschia (e tanto caldo) quindi è preferibile farlo in altre stagioni.
La vetta del Monte Carmo, con la sua alta croce in acciaio, si trova a 1389 m. di altitudine e regala un nel panorama sul litorale tra Loano e Albenga, con l’isola Gallinara all’orizzonte. Nelle giornate particolarmente limpide, la vista si fa incredibile poiché è possibile scorgere addirittura le Alpi Apuane e la Corsica, nonché, guardando verso nord, l’arco alpino con i suoi importanti 4.000.

Per il ritorno, si percorre per un tratto lo stesso sentiero dell’andata e poi al bivio si gira verso sinistra per prendere quello che passa per il Giogo di Giustenice. Ci si addentra in un bel bosco che regala un po’ di ombra e dove si incontrano le antiche neviere del Monte Carmo (risalenti ai tempi in cui c’era neve da ottobre a maggio).

In breve: anello per il Monte Carmo
Partenza: Parcheggio della Castagna (località Verzi)
Tappa facoltativa: Rifugio Pian delle Bosse, 841 m.
Arrivo: Monte Carmo, 1.389 m.
Dislivello: 600 m. circa dal Rifugio, 850 m. dal Parcheggio della Castagna
Distanza: totale 10km.
Stagione consigliata: primavera e autunno
Traccia: scarica su Wikiloc o Strava.

Corbezzoli! Da Albenga al Monte Bignone
A soli 520 metri sul livello del mare, svetta la croce del Monte Bignone, che separa la celebre località turistica “glamour” di Alassio alla piana di Albenga, graziosa cittadina medioevale. Il linea d’aria, la cima dista solo 1km dal mare, ma si tratta comunque di un’escursione panoramica e suggestiva.
Si lascia la macchina ad Albenga (ma ovviamente Albenga si può raggiungere anche in treno e in bus) al termine della strada carrozzabile (vedi la traccia). Il primo tratto si percorre su strada sterrata ignorando i diversi bivi fino a quota 250 m., dove inizia il sentiero (segnato con due pallini rossi). Ci si addentra così nella fitta e odorosa macchia mediterranea: querce, pini marittimi, bossi, erica arborea, mirti e qualche ginestra. Tra ottobre e dicembre si trovano anche i corbezzoli, bacche rosse e tonde, un po’ bitorzolute, che si possono mangiare (ma attenzione a non esagerare perché sono un po’ tossici).
La direzione verso il Monte Bignone è segnalata sempre con i due pallini rossi o con evidenti cartelli, quindi difficile perdersi.
Nonostante la poca altitudine, da lassù la vista spazia fino alle cime della valle Arroscia, val Neva, delle Alpi Liguri e del gruppo del Monte Alpe…e ovviamente sul litorale tra Albenga e Alassio, con la riconoscibile isola Gallinara.
Proprio per questa posizione adatta al controllo della costa, la cima del Monte Bignone era attrezzata per finalità belliche e sulla sommità ci sono ancora ruderi di postazioni militari.

Si ritorna sullo stesso sentiero dell’andata e, al rientro, non può mancare una visita al centro storico di Albenga, incantevole città medioevale ricca di storia.

In breve: Monte Bignone
Partenza: Albenga
Arrivo: Monte Bignone, 520 m.
Dislivello: 450 D+ (dipende da dove si lascia la macchina)
Distanza: totale 7,5 km
Stagione consigliata: primavera e autunno, ma fattibile anche in inverno.
Traccia: scarica su Strava.

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