Le Dolomiti Lucane e il Percorso delle Sette Pietre

“I paesi della Basilicata sono collane di pietre che la storia racconta nel tempo come snocciolando una collana del rosario. Sono presidi fondati su sentimenti di protezione che congiungono linguaggi sacri e profani.” *

La grande madre, la civetta, l’incudine, l’aquila reale. Sono i nomi attribuiti ad alcune guglie delle Dolomiti lucane, formazioni rocciose nel cuore della Basilicata. Sono state chiamate così perché la particolare forma di queste montagne ricorda, vagamente, quella delle più famose Dolomiti del nord Italia.
Somiglianza o no, la particolare conformazione delle Dolomiti lucane riesce comunque ad affascinare il visitatore.

Ci troviamo nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato, nei pressi dei comuni di Pietrapertosa e Castelmezzano, due paesini incastonati nelle rocce levigate di queste montagne, che sembrano proprio essere state pettinate dal vento.

Le sognanti geometrie del vento, le instancabili correnti del tempo e i mutevoli linguaggi della storia scorrono e si sedimentano come una serica carezza sul volto del paese.” *

Pietrapertosa.
La nostra visita delle Dolomiti lucane è partita da Pietrapertosa, a 1.088 m. di altitudine. Il nome di questa località deriva da Pietraperciata, ovvero “pietra forata”, che si riferisce alla presenza di una rupe bucata da parte a parte.
Grazie alla barriera naturale di queste formazioni rocciose, l’uomo ha trovato rifugio qui già in epoca remota. La parte più antica del borgo è chiamata Arabata, testimonia la presenza saracena ed è caratterizzata da viottoli stretti e scale scavate nella roccia chiamate “scalelle”. In alto invece svetta, dominando la valle del Basento, il castello Normanno Svevo (anch’esso di origine saracena).

L’architettura delle abitazioni si adagia tra le guglie montuose delle Dolomiti lucane, come rughe sul palmo di una mano socchiusa.” *

La particolarità di questo luogo è data dal fatto che il paese sembra essere stato posato sulla roccia di queste montagne, sembra essere diventato, in alcune sue parti, una parte di esse. Le sopracitate “scalelle” ne sono un esempio lampante.

“Le scalelle esemplificano la simbiosi tra il paese, i suoi abitanti e le sue rocce. Gli uomini si sposano felici con la nodosa roccia”. *

Al di là di esplorare e di perdersi tra le vie di questi particolari borghi della montagna lucana, questi luoghi immersi nella natura offrono la possibilità di scegliere tra esperienze di tipo diverso, soprattutto a chi vuole di fare un po’ di movimento. Tra Castelmezzano e Pietrapertosa, infatti, si trovano diversi sentieri da percorrere a piedi, delle vie ferrate, la Ciclovia delle Dolomiti lucane, un ponte tibetano lungo 72 metri e, per i più temerari, il volo dell’angelo che collega, con un doppio cavo d’acciaio lungo 1.550 metri, le vette dei due paesi.

Percorso delle Sette Pietre.
Non avendo molto tempo a disposizione e non essendo io particolarmente amica delle altezze, abbiamo scelto di raggiungere il vicino borgo di Castelmezzano e piedi, percorrendo l’itinerario letterario denominato “Percorso delle Sette Pietre”.
Prima del nostro arrivo non ero riuscita a trovare molte informazioni tecniche a riguardo (sapevo solo che l’itinerario è lungo circa 2km e che la differenza di altitudine tra i due paesi è di solo 200 metri), quindi ci siamo messi in cammino con un bagaglio di ottimismo, senza neanche farci intimorire dalla calda giornata estiva.
E’ stato però chiaro fin da subito che il percorso sarebbe stato più duro di quanto aspettato. La prima parte consiste in una ripida discesa su sentiero lastricato che attraversa un bel boschetto, la quale si conclude nei pressi del torrente Rio di Caperrino, per poi trasformarsi in una ripida salita sull’altro versante.
Lungo il tragitto si incontrano sette installazioni artistiche in pietra che, al passaggio dei camminatori, si attivando riproducendo suoni, musiche e letture tratte dal romanzo Vito Ballava con le Streghe di Mimmo Sammartino.
I nomi evocativi delle tappe (destini, incanto, sortilegio, streghe, volo, ballo e delirio), l’effetto sorpresa e l’atmosfera che creano con musiche e voci rendono questo percorso suggestivo e addolciscono un po’ l’amara consapevolezza che ciò che all’andata è una ripida discesa, al ritorno sarà ripida salita. Il dislivello totale che si compie, tra andata e ritorno, è di circa 450 m. di dislivello, distribuiti in 7 km; si consigliano quindi scarpe comode, tanta acqua e un po’ di allenamento.

Castelmezzano.
Oltre al Percorso delle Sette Pietre, per raggiungere Castelmezzano ci sono modi diversi. Tra questi, il più gettonato è proprio l’adrenalinico volo dell’angelo, ma chi non ha intenzioni masochiste e ci tiene ad essere un turista “normale” può anche optare per un semplice viaggio in auto, che vi farà risparmiare tempo e fatica.
Castelmezzano infatti merita di essere esplorato. Il paese è situato a un’altitudine di 750 metri ed è annoverato tra i borghi più belli d’Italia.
Come un bellissimo quadro, è incorniciato dalle guglie delle Dolomiti lucane, che qui assumono le loro forme più bizzarre. Il paesaggio è incredibile e unico, ma al di là di questo a Castelmezzano si possono ammirare diversi palazzi nobiliari, i resti di un castello risalente al periodo normanno e alcune chiese (come la romanica Chiesa Madre di Santa Maria dell’Olmo o la bizantina Chiesa del Santo Sepolcro).
Il legame quasi sacro con la natura qui trova la sua massima espressione nella Sagra du’ Masc (celebrata in occasione della festività di Sant’Antonio): si tratta di un rito arboreo, una sorta matrimonio fra alberi, durante il quale un tronco di cerro convola a nozze (viene innestato) con una cima di agrifoglio.

Questi due particolati borghi delle Dolomiti lucane sono l’esempio di come l’uomo ha saputo trovare un equilibrio e una connessione con l’ambiente nel quale si è stabilito, diventandone parte, come rughe su un palmo della mano.

Il racconto del mio primo viaggio in Basilicata finisce qui. E’ stato un viaggio forse troppo breve, ma intenso, che mi ha lasciato il desiderio di tornare in questa terra di cui non si sente parlare molto, ma che ha tanto da dire e che è davvero in grado di emozionare.
Grazie Basilicata.

*Queste citazioni sono tratte da cartelli informativi situati a Pietrapertosa, che consiglio di leggere poiché oltre a dare informazioni sono anche molto poetici.

Nelle puntate precedenti:

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