Aliano, il paese sospeso sui calanchi

Il paese non si vedeva arrivando, perché scendeva e si snodava come un verme attorno a un’unica strada in forte discesa, sullo stretto ciglio di due burroni, e poi risaliva e ridiscendeva tra due altri burroni, e terminava sul vuoto.

Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli

Sospeso nel vuoto, tra imponenti montagne di friabile argilla, ci accoglie Aliano, il paese in cui Carlo Levi passò alcuni anni al confino, per la sua attività antifascista, e che ispirò il suo celebre romanzo “Cristo si è fermato a Eboli”. Fu proprio grazie a questa esperienza di isolamento, nel cuore della Basilicata, che Levi ci ha donato un interessante saggio antropologico sulla cultura contadina dell’epoca.

Arroccato su uno sperone di argilla bianca, circondato dai calanchi e immerso nel silenzio, Aliano è proprio un borgo “fuori dal mondo”, che sembra sgretolarsi e crollare nel burrone sul quale si affaccia. Passeggiando per le vie dell’ antico abitato, non passano inosservate le case semi distrutte, abbandonate e pericolanti, tenute su alla alla bell’e meglio. Qualcuno ha dipinto le porte di alcune abitazioni. Su una si legge “Qui si vende il chinino di Stato”, a ricordare quei tempi in cui era diffusa la malaria.

La casa dove finalmente andai ad abitare…vicino alla vecchia chiesa della madonna degli angeli…Ora che la chiesa era crollata nel burrone, si era trovata ad essere l’ultima sul ciglio del precipizio.

Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli

La casa del confino di Levi è una delle principali attrattive del paese, ma noi abbiamo potuto vederla solo da fuori poiché gli orari di apertura al pubblico che avevamo consultato erano sbagliati. In estate ci sono infatti solo due visite giornaliere, una al mattino e l’altra nel tardo pomeriggio. Se si è interessati è meglio informarsi su fonti attendibili, magari visitando il sito del Parco Letterario Carlo Levi.

Un po’ delusa, ho provato a rivolgermi a due impiegate del Comune per sapere se c’era la possibilità di fare una visita “non ufficiale”, ma le chiavi erano custodite dall’Ufficio del Turismo, a quell’ora già chiuso per la lunga siesta pomeridiana.
“Ma noi arriviamo da Torino” ho piagnucolato invano. L’impiegata, appreso il fatto che due strambi turisti erano giunti lì attraversando l’Italia, ci ha dato il gentile ed esterrefatto benvenuto come se avesse davanti due alieni, per poi lamentare il fatto che il turismo in quelle zone non è minimamente incentivato. Così come noi, anime perse tra le vie di Aliano, abbiamo incontrato solo un turista solitario bergamasco e una coppia toscana.

Casa o non casa, per chi ha letto e apprezzato il romanzo di Carlo Levi, Aliano è una tappa d’obbligo. E’ facile immaginarsi la vita al confino, in queste terre dimenticate e isolate; se ne respira tutta l’atmosfera. In tutto il paese sono esposte delle piastrelle con pezzi tratti dal libro e, al cimitero, si trova la tomba dello scrittore, che qui fu sepolto perché in vita non era riuscito a mantenere la promessa di tornare ad Aliano dopo la fine dell’esperienza del confino.

Sebbene dopo la pubblicazione del romanzo scoppiò un mezzo putiferio e alcuni degli abitanti dell’epoca si sentirono giudicati e infangati, in realtà le parole di Levi non esprimono mai un giudizio, ma si limitano a raccontare, di questo popolo contadino, le abitudini, le credenze tra magia e religione, il rapporto tra uomini e donne, le memorie del brigantaggio, l’emigrazione in America e il ritorno in patria.

In quegli anni di confino, Levi, oltre a dedicarsi alla pittura, praticò infatti la professione di medico “illegalmente”, poiché i medici locali non sembravano così preparati. In questo modo ebbe l’opportunità di entrare nelle case della gente e di conseguenza tessere una sincera relazione con le persone, di farsi voler bene. Le descrizioni di quelle genti e di quelle case sono secondo me meravigliose.

Ogni volta mi colpivano gli sguardi fissi su di me dei numi tutelari. Dal un lato c’era la faccia negra della Madonna di Viggiano; dall’altra la risata cordiale del Presidente Roosevelt.
La Madonna era, qui, la feroce, spietata, oscura dea arcaica della terra, la signora saturniana di questo mondo: il Presidente una specie di Zeus, di dio benevolo e sorridente, il padrone dell’altro mondo. A volte, una terza immagine formava, con quelle due, una sorta di Trinità: un dollaro di carta, l’ultimo di quelli portati di laggiù o arrivato in una lettera..

Cristo si è fermato a Eboli

Ad Aliano nel 1998 è stato istituito il Parco Letterario Carlo Levi, con l’intento di utilizzare proprio la fonte letteraria come strumento di lettura e valorizzazione del territorio, esplorandone i diversi aspetti che ne configurano l’identità: culturale, storico, naturalistico, antropologico ed eno-gastronomico.
Mel mese di agosto si svolge il Festival La luna e i calanchi, descritto sul sito dedicato all’evento come “una sorta di adozione collettiva di un paese e di un paesaggio nello spirito della paesologia”.

Il parco dei Calanchi di Aliano

“Spalancai una porta-finestra, mi affacciai a un balcone, dalla pericolante ringhiera settecentesca di ferro e, venendo dall’ombra dell’interno, rimasi quasi accecato dall’improvviso biancore abbagliante. Sotto di me c’era il burrone; davanti, senza che nulla si frapponesse allo sguardo, l’infinita distesa delle argille aride, senza un segno di vita umana, ondulanti nel sole a perdita d’occhio, fin dove, lontanissime, parevano sciogliersi nel cielo bianco”.

Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli

“L’infinita distesa di aride argille” sono i calanchi, montagne d’argilla, formatesi per mano degli agenti atmosferici assumendo la forma di particolari guglie. Questo paesaggio lunare e immenso in Basilicata è possibile ammirarlo non solo ad Aliano, ma anche presso i comuni di Montalbano Ionico, Tursi e Pisticci.
Si può ammirare dall’alto, sfruttando i belvedere, passarci in mezzo percorrendo la strada del Parco dei Calanchi o addirittura fare dei percorsi a piedi (ovviamente muniti di abbigliamento adeguato, tanta acqua ed evitando ore e stagioni più calde).

Per chi volesse fare delle visite guidate o escursioni trai calanchi, consiglio di consultare appunto il sito del Parco Letterario Carlo Levi. Tra le escursioni a piedi, si può scegliere tra diversi itinerari di difficoltà e durata diversa, consultabili a questa pagina, che permette anche di scaricare le tracce gps.

Nonostante le alte temperature estive, io non ho potuto resistere al richiamo di questo paesaggio surreale e così abbiamo fatto una breve passeggiata tra le montagne di argilla in prossimità di Aliano. Bisogna stare un po’ attenti perché, a causa del tipo di terreno, sulla strada si sono create delle vere e proprie voragini.


Camminare immersi in questo deserto di argille, tra queste particolari formazioni che sembrano cattedrali di terra, imponenti ma allo stesso tempo precarie, è davvero un’esperienza unica e imperdibile.

Prima di lasciare questo prezioso angolo di mondo, capace di regalare così tante suggestioni, consiglio di rifocillarsi dalla Contadina Sisina, una taverna old style gestita per l’appunto dalla gentile signora Sisina, che tra l’altro è stata ospite in diversi programmi televisivi di cui conserva le foto appese per il locale.
Il menu è a prezzo fisso, 25 euro, e non si accettano variazioni…Si tratta di un vero e proprio viaggio nel gusto e nella tradizione contadina: piatti semplici, gustosi, abbondanti, con prodotti a km0. Non faccio mai pubblicità a locali e ristoranti, ma è stato talmente bello trovare una cucina ancora autentica, da meritare un’eccezione.

Dopo esserci riempiti il cuore e la pancia, si prosegue il viaggio nel cuore della Basilicata…direzione Craco, un borgo abbandonato tornato a nuova vita.

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