Alert! Questo articolo apparteneva a un mio vecchio blog, pertanto le informazioni che trovate potrebbero non essere aggiornate. Le foto non sono mie, ma sono state scattate dal mio compagno di viaggio M. Cucciniello.
Nello scorso articolo vi ho parlato di come le caratteristiche del territorio di Lanzarote siano uniche e di come i suoi elementi naturali siano protagonisti indiscussi del paesaggio.
Dopo aver esplorato l’anima di fuoco e terra vulcanica dell’isola, proseguiamo il nostro viaggio on the road alla ricerca di altri due elementi fondamentali e indissolubili: acqua e aria.
Jameos del Agua
Il sito Jameos del Agua in origine non era altro che una serie di grotte e tunnel creati dalle colate laviche dei vulcani in eruzione. Alcune parti di esse nel corso degli anni sono crollate creando dei fori (jameos) dai quali filtra la luce. Cesar Manrique, noto artista originario di Lanzarote, ha colto il potenziale di questo luogo e ha dato vita a una vera e propria opera di architettura in cui la conformazione morfologica naturale e l’elemento artificiale si fondono. In questo luogo è presente un lago naturale, all’interno di una caverna, che è la dimora di una specie di granchio albino unico al mondo. Qui si trovano anche un delizioso giardino botanico, un ristorante, il museo La Casa de los Volcanes e addirittura un Auditorium scavato nelle rocce.



Vamos a la playa!
Trattandosi di un’isola, è ovvio che l’elemento predominante di Lanzarote sia l’acqua, per la precisione l’oceano…affascinante, cristallino, ma indubbiamente più freddo del nostro Mediterraneo. Il vento schiaffeggia con forza le coste, pertanto è possibile trovare onde alte e mareggiate.
Le spiagge sono tante e ciascuna ha delle caratteristiche particolari, quindi vale la pena esplorarle…il mare a Lanzarote non annoia.
Sicuramente una delle più belle location marittime è rappresentate dalla Riserva Naturale di Punta del Papagayo, dove si trovano Playa del Papagayo e Playa de las Mujeres, con la loro sabbia finissima e dorata. Anche se la temperatura dell’acqua e il vento potrebbero non invogliare alla balneazione, è davvero rigenerante far sprofondare i piedi nella morbida sabbia e ammirare la bellezza del litorale dalle scogliere.
Anche El Golfo, romantico borgo di ex pescatori, e il suo Charco de los Clicos, un lago verde, sono un luoghi singolari.
La laguna è nata da una antico cratere vulcanico che poi è sprofondato e si è riempito di acqua marina. In questa pozza ricca di sali minerali di origine vulcanica hanno prosperato organismi vegetali ed alghe che, per l’appunto, danno all’acqua questo particolare colore. Qui è stata scattata la fotografia della locandina del film “Un milione di anni fa” del 1966.
Poco lontano dal El Golfo si trova la suggestiva scogliera de Los Hervideros, chiamata così per il rumore e la nebbiolina che si creano dall’impatto delle onde con le rocce, e le Saline de Janubio. Queste ultime, collocate in una laguna originata (tanto per cambiare) da eruzioni vulcaniche, sono una preziosa testimonianza dello sforzo dell’uomo per dominare la natura selvaggia e ricavarne dei frutti. L’oro bianco, il sale, è stato infatti un importante mezzo di sostentamento per l’isola nel passato; ad oggi le saline sono ancora in uso e regalano ai visitatori bellissimi scorci, soprattutto al crepuscolo, quando il sole si specchia nell’acqua e si crea un gioco di luci e vapori.
La vera perla incastonata nel blu dell’oceano di Lanzarote è La Graciosa. Si tratta di un isolotto abitato solo da poche centinaia di persone, situato a nord di Lanzarote e raggiungibile con un traghetto che spesso sfida le non troppo dolci onde oceaniche. Il porticciolo di La Graciosa, Caleta de Sebo, sembra un villaggio disperso nel deserto, alle spalle del quale si trovano circa 27km di terre sabbiose, nonché cinque coni vulcanici.
Dal villaggio di pescatori di Orzola partono i traghetti che portano a La Graciosa per un’escursione giornaliera. Vi è anche la possibilità di soggiornavi, ma di solito si fermano più giorni solo i surfisti in cerca delle migliori onde del mondo.
Il viaggio in traghetto, a seconda del vento e delle condizioni del mare, può trasformarsi in una specie di attrazione da luna park. Così è stato il nostro caso: le onde alte giocavano con l’imbarcazione facendola ballonzolare su e giù e, a volte, inondandola. Io urlavo come una bambina sulle montagne russe, sebbene normalmente non soffra il mal di mare, facendo divertire le vecchiette inglesi sedute vicino a me, le quali timidamente ridacchiavano portando la mano alla bocca.
Dopo questi 20 minuti (Forse di meno? Forse di più?) di adrenalina, strisciando le gambe e con le viscere rivoltate, siamo giunti sani e salvi a destinazione.
Arrivati a Caleta de Sebo si aprono diverse opzioni. Se siete camminatori potete raggiungere a piedi, in 30 minuti, Playa Francesca, la spiaggetta più vicina.
Se invece volete avere la possibilità di muovervi per esplorare le altre meravigliose spiagge di sabbia dorata, ci sono altre due alternative.
I turisti normali (o non troppo ginnici) scelgono il servizio di tour in jeep, che fa tappa nelle principali spiagge dell’isola.
Se invece siete ginnici, o masochisti, o di quelli che “crediamo di essere abbastanza ginnici”, c’è la possibilità di affittare una mountain bike per sentirsi più in libertà.
Bell’idea vero? Certo….Fino a quando non scoprite che le strade non sono asfaltate, ma bensì piene di sabbia (nella prima parte) e rocce (nella seconda), che rischiano di farvi volare con la bici o bucare.
Quando si prende coscienza del fatto che sulla sabbia è molto difficile procedere su due ruote, è già troppo tardi….si è a un quarto del percorso, con la pashmina avvolta tipo burka per proteggersi dal vento e dalla sabbia voltante, c’è caldo e una grande motivazione a raggiungere il mare.
Fatica a parte, la bellezza di questo paradiso naturale ripaga lo sforzo e le sofferenze della sabbia negli occhi. Le spiagge nella parte settentrionale dell’isola La Graciosa sono la Playa de las Conchas e la Playa Lambra. Lungo il percorso si possono fare delle piccole deviazioni per vedere altre calette, ma bisogna stare attenti all’orario. Se con la fantastica bici scassata si vuole fare il giro dell’isola, bisogna valutare bene i tempi per arrivare al porto in tempo per prendere il traghetto/luna park di ritorno.
La Graciosa si può ammirare anche dall’alto, raggiungendo il Mirador del Rio, un belvedere incastonato nelle rocce, situato a 474 m., dove ha lasciato lo zampino Cesar Manrique. Questa postazione panoramica sa sorprendere perché ancora una volta l’artista e architetto canario ha saputo adattarsi al contesto naturale per creare una location altamente suggestiva e originale, a misura di turista.

Dal Mirador si può scendere verso il promontorio di Famara, dove si trova l’omonima spiaggia, patria dei surfisti, ma non solo. Grazie al vento e alle onde costanti, in questa parte di costa si possono praticare diversi sport acquatici e aerei, come parapendio e deltaplano.
Noi, stanchi dal vento gelido che non ha smesso un attimo di soffiare, ci siamo appollaiati tra alcune rocce e arbusti in cerca di riposo, guardando i surfisti che sfidavano le onde alla luce del tramonto. Restando fermi piano piano siamo stati letteralmente ricoperti di sabbia volante che ci ha fatto definitivamente maledire il vento! Forse la cosa positiva della sua costante presenza è che le sdraio e gli ombrelloni non hanno lunga vita sulle spiagge di Lanzarote, che così restano incontaminate, belle, selvagge…in to the wild!
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