Lanzarote, viaggio sull’isola del fuoco

Alert! Questo articolo apparteneva a un mio vecchio blog, pertanto le informazioni che trovate potrebbero non essere aggiornate. Le foto non sono mie, ma sono state scattate dal mio compagno di viaggio M. Cucciniello.

Andate alle Canarie dicevano, c’è sempre caldo e sole, dicevano.
Così, dopo un lungo inverno nella metropoli torinese, abbiamo osservato sulla mappa l’arcipelago canario cercando di capire quale delle splendide isole poteva fare più a caso nostro per una breve vacanza lontano dal traffico e dall’umanità. In Italia era marzo e l’estate era ancora lontana, le nostre ossa inumidite dal freddo e dalle piogge avevano bisogno di scaldarsi un po’, possibilmente in un luogo a scarsa probabilità di pioggia.
La scelta è ricaduta su Lanzarote, l’isoletta più a nord-est dell’arcipelago spagnolo, che dall’immagine di google maps sembra un mucchio di sassolini sparsi nell’oceano.

I punti a favore erano diversi.
Innanzitutto, Lanzarote non è molto grande, quindi è la meta adatta per chi ama esplorare e ha poco tempo a disposizione. Inoltre, il clima dovrebbe essere sempre caldo e soleggiato, con scarse possibilità di pioggia, tranne se viaggiate in mia compagnia ovviamente (l’unico giorno caldo è stato quello in cui dovevamo ripartire per l’Italia).

Lanzarote è l’isola più “selvaggia”, desertica e meno intaccata dal turismo di massa. Non ci sono infatti eco-mostri turistici perché vige il divieto di costruire strutture alte.
E’ patria dello scrittore Saramago e di Cesar Manrique, artista contemporaneo molto attivo, che ha donato all’isola un tocco culturale e artistico “a misura di turista” senza impattare negativamente sull’ambiente naturale.

È infatti la natura a farla da padrona a Lanzarote. I quattro elementi naturali (acqua, aria, terra, fuoco) si fondono creando un quadro di colori e sfumature contrastanti.
Proprio seguendo il filo conduttore dei quattro elementi voglio raccontarvi Lanzarote, così come l’ho conosciuta io.

FUOCO!
Lanzarote è un’isola vulcanica e la sua fisionomia è stata plasmata da una serie di violente eruzioni iniziate nell’anno 1730. Esplorando l’isola in sella alla nostra macchina a noleggio, percorrendo strade ampie e dritte senza scorgere anima viva alcuna, abbiamo avuto la sensazione di essere su un altro pianeta. Il paesaggio lunare di terra brulla, le cui sfumature vanno dal nero al rosso, è insolito e affascinante. Le montagne di terra rossiccia che fanno da cornice a questa atmosfera, sembrano quasi vecchi bestioni dormienti, sotto cui ribolle ancora il fuoco e sopra ai quali i raggi del sole si adagiano creando particolari giochi di luce.

Visitare il Parco Nazionale Timanfaya è una tappa obbligatoria per rendersi conto di quanto la forza della natura possa essere stravolgente. E’ possibile visitarlo attraverso dei tour organizzati in autobus, che accompagnano i turisti tra le montagne vulcaniche trasmettendo anche una particolare musica a tema stile “2001. Odissea nello spazio”. Sembra quasi di essere astronauti in esplorazione su Marte e infatti proprio qui Kubrick girò alcune scene del suo famoso film.
Per i più avventurosi vi è anche la possibilità di scegliere dei tour di trekking, ma non è stato il nostro caso.

Tornati alla base dopo la visita, è possibile assistere ad alcuni spettacolini che dimostrano quanto sia calda la terra sotto la superficie. Inoltre, un ristorante propone piatti di carne arrostita direttamente con il calore della terra, che risale su da una specie di pozzo sul quale è posizionata la griglia. Ovviamente si tratta di una “turistata”, ma come non cedere alla tentazione di provare delle profumate cosce di pollo cucinate con il calore di un vero vulcano? Sono quelle cose che poi puoi raccontare ad amici e parenti come se fossi il più figo del mondo.

TERRA!
Lanzarote è anche terra… Tanta terra sotto forma di rocce vulcaniche, di sabbia che il vento fa volare negli occhi, ma anche terra nera di coltivazioni. E che mai si potrà coltivare su una terra quasi mai bagnata dalla pioggia, una terra arida di formazione vulcanica?

Beh, gli abitanti dell’isola hanno necessariamente dovuto trovare una soluzione agricola per dominare quella natura così selvaggia. Oltre agli innumerevoli cactus di aloe vera e alle patate, la vera chicca dell’isola è probabilmente la coltivazione della vite e la conseguente produzione di vino.

Allontaniamoci dall’immagine delle vigne delle Langhe, che scendono lievi dalle colline, per scoprire un’altra particolare forma di viticoltura.
La zona dell’isola in cui si pratica questa attività produttiva prende il nome di La Geria. Le vigne consistono in una serie di scavi circolari nella terra nera, ognuno dei quali ospita una pianta di vite, protetta dal vento grazie a dei muretti in pietra. Da queste vigne nella terra vulcanica nasce la Malvasia, un vino che si può degustare visitando le tante cantine a disposizione che propongono dei tour con degustazione di vino e formaggi.

Ma cosa succede quando fuoco e terra si incontrano?

Probabilmente il luogo che più risponde a questa domanda è la Cueva de los verdes, una grotta che si è formata dal tubo lavico creato dall’eruzione del vulcano Monte Corona. Le sue viscere si snodano in una serie di gallerie sovrapposte che ospitano lagune sotterranee. Si dice che questo posto è stato rifugio per gli abitanti di Lanzarote durante gli attacchi dei pirati.

La visita di questa grotta è altamente consigliata e mi sento di dire che lo scherzo finale proposto dalle guide sarà in grado di farvi concludere l’esplorazione a bocca aperta…ma non posso svelarvi il segreto perché non vorrei privarvi dall’effetto sorpresa nel caso vi capitasse di andarci!

Durante il tour sotterraneo sono stata un po’ rincuorata dall’affermazione della guida, che ci parlava della natura desertica dell’isola; il fatto che non piova quasi mai permette alla grotta di mantenere la sua particolare conformazione.

È forse quindi l’isola ideale per me, portatrice sana di pioggia?
Ecco…beh….Una volta usciti dalla grotta …in effetti…ha iniziato a piovere.
In questo caso il tour della Malvasia potrebbe tornare utile!

Il viaggio on the road sulla più selvaggia isola delle Canarie continua…nel prossimo articolo!

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